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MILANO –  Il tribunale del Riesame ha rigettato l’impugnazione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte di Lele Mora, detenuto a Opera dallo scorso 20 giugno per bancarotta fraudolenta in relazione al fallimento della sua società LM Management. Mora rimane quindi rinchiuso in carcere. 

L’agente dei Vip aveva chiesto chiedeva ai giudici la concessione degli arresti domiciliari, in attesa che la Cassazione si esprima sull’impugnazione della sentenza di patteggiamento a 4 anni e 3 mesi di carcere per bancarotta in relazione al fallimento della LM Management del giugno 2010 con un buco da 8,5 milioni di euro. Contro i diversi ricorsi di Mora si sono sempre espressi i pubblici ministeri Massimiliano Carducci ed Eugenio Fusco da sempre contrari alla concessione dei domiciliari, dal momento che il talent scout non ha mai manifestato una  volontà risarcitoria  dei creditori. Tra le righe si legge che è convinzione degli investigatori che Mora abbia nascosto all’estero un tesoretto da svariati milioni e che, non avendo mai indicato dove si trovi, se posto ai domiciliari possa delegare a qualcuno la firma sui conti, allontanando ancora di più la possibilità di recuperare i soldi. L’imputato, però, ha sempre negato questa conclusione, sostenendo di aver sperperato tutti i soldi distratti dalle casse della società. Nel frattempo è in corso una perizia sulla compatibilità delle sue condizioni di salute con la detenzione. La perizia, mai chiesta dai legali che nelle ripetute istanze di concessione dei domiciliari lamentano le pessime condizioni del loro assistito, è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari Elisabetta Meyer su richiesta della procura. Mora è dimagrito 40 chili e il 31 dicembre ha tentato il suicidio ostruendosi naso e bocca con dei cerotti.

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