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L’inventore dell’astrattismo a Roma al Complesso del Vittoriano

ROMA – Piet Mondrian (Amesfoort, 1872 – New York, 1944) è il pittore che meglio incarna la figura dell’artista completo che procede il suo percorso creativo con regolarità e metodo. In contrasto con la vulgata del genio incompreso che insegue il fuoco dei sentimenti e delle emozioni, Mondrian ci insegna che solo con l’applicazione, il metodo, la riflessione il pensiero è possibile creare opere d’arte capaci di coinvolgere i cuori e risvegliare sensazioni profondi nell’osservatore. Al di là dell’artificiosità, del tecnicismo, dell’intellettualismo fine a se stesso la pittura di Mondrian va diretta ai problemi nodali dell’esistenza umana: la ricerca equilibrio interiore, la dinamica delle diversità e degli opposti , la possibilità dell’incontro e del dialogo tra differenti visioni della vita. Mondrian riesce a raffigurare il concetto stesso dell’arte nel suo astrattismo fatto di forme geometriche, colori e intersezioni di linee partendo da un ragionamento di fondo che tutti sembrano aver dimenticato: l’arte, qualunque essa sia, è finzione e bisogna andare alla radice dell’espressione e delle sensazioni per dargli il suo giusto valore e significato.

 

Nella mostra che si tiene in questi giorni al Complesso del Vittoriano dal titolo emblematico “ Piet Mondrian – l’armonia perfetta” si ha modo di apprezzare appieno il pensiero e il lavoro pittorico del maestro olandese che ha non solo fondato l’astrattismo ma ha influenzato in modo inequivocabile le successive generazioni di artisti. L’esposizione presenta capolavori in gran parte provenienti dal Gemeentemuseum dell’Aia e vanta la collaborazione e il supporto di grandi istituzioni museali come il Denver Art Museum, il Philadelphia Art Museum, la National Gallery of Canada di Ottawa, il National Museum of Modern Art di Kyoto.La mostra “Mondrian. L’armonia perfetta” è a cura di Benno Tempel, Direttore del Gemeentemuseum dell’Aia, e si avvale di un prestigioso comitato scientifico composto da Hans Janssen, Gemeentemuseum, L’Aia, Franz W. Kaiser, Gemeentemuseum, L’Aia, Michael White, Università di York, Frans Postma, Architetto. L’esposizione, che nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, in collaborazione e con la partecipazione della Regione Lazio – Presidenza e Assessorato alla Cultura, Arte e Sport -, di Roma Capitale – Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Assessorato alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani –, della Provincia di Roma – Presidenza e Assessorato alle Politiche culturali – e con il patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Affari Esteri, dell’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma e dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. La rassegna è organizzata e realizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia. “Piet Mondrian è uno dei pochi artisti che hanno lasciato una produzione regolare. Pochi come lui hanno saputo rinnovarsi continuamente dall’inizio della loro carriera sino alla morte, mantenendo una tensione costante. In questa produzione, ciò che affascina e desta ammirazione è la ricerca di una pittura armoniosa, dalla quale sarebbe nata l’arte astratta… Per Mondrian l’arte era più che la mera riproduzione della realtà. Con la sua pittura, voleva raggiungere uno scopo più alto. Era alla ricerca dell’armonia, di un’arte universale”. Le parole di Benno Tempel ben esemplificano il titolo della mostra “Mondrian. L’armonia perfetta”.

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