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ROMA –  In contemporanea con la programmazione nelle sale cinematografiche del loro primo lungometraggio SETTE OPERE DI MISERICORDIA – ancora in programmazione a Roma presso il Cinema Intrastevere, Vicolo Moroni N° 3/a -, i fratelli Gianluca e Massimiliano De Serio saranno ospiti presso il   Centro Culturale Polivalente CinemAvvenire (Roma, Viale dello Scalo San Lorenzo 51), Mercoledì 1 Febbraio, a partire dalle ore 20.00, per un incontro con il pubblico.

Nel corso della serata, verranno proiettati alcuni estratti del loro lungometraggio e un cortometraggio “a sorpresa” tra quelli precedentemente realizzati dai due registi. Inoltr e, Gianluca e Massimiliano risponderanno alle domande del pubblico, in merito al loro lavoro e in particolare alla loro ultima “creatura”: invitiamo pertanto tutti gli interessati a recarsi al cinema a vedere questo film prezioso e inconsueto all’interno del panorama italiano, apprezzato e premiato nei festival di tutto il mondo, che getta uno sguardo radicalmente “altro” su temi tanto delicati quanto spesso banalizzati dai mezzi di comunicazione di massa.

Filmakers, documentaristi e videoartisti, attivi da oltre un decennio, “iniziati” al cinema proprio all’interno di CinemAvvenire, Gianluca e Massimiliano De Serio hanno intrapreso da anni un percorso di ricerca sia stilistica che formale, teso a indagare i rapporti fra identità culturali che si trovano a convivere in un medesimo territorio. Una prassi cinematografica, la loro, perfettamente in linea con il percorso di ricerca sul tema “Identità e Diversità” intrapreso da CinemAvvenire sin dalla sua fondazione. Proprio per questo motivo, abbiamo ritenuto di inaugurare con una serata a loro dedicata le celebrazioni per i 20 anni di CinemAvvenire. Celebrazioni che copriranno tutto l’arco del 2012, e di cui, nei prossimi mesi, verranno annunciate una serie di iniziative destinate a soci e frequentatori vecchi e nuovi.

Siamo cresciuti, ma, ci verrebbe da dire, siamo nati, con CinemAvvenire, ancora quando era “solo” un bellissimo ritrovo di giovanissimi accampati alla meno peggio con l’obiettivo di vedere tanti film e, magari, realizzare una pubblicità progresso o un mediometraggio con una vera e propria troupe. È stata quella, infatti, nel lontano 1997, la prima esperienza di “set”, e, per molto tempo l’unica. Poi ogni anno si è consumato il rito di Venezia, della giuria di giovani, e delle analisi dei film. Per chi non l’ha vissuto, possiamo assicurare che dopo tanti anni di visioni, approfondimenti, incontri, dibattiti infiniti, e, diciamolo, litigate furiose sui film da premiare, il cinema incomincia a entrarti davvero dentro. Parlavamo di cinema anche nei gabinetti. Sognavamo il cinema, che pure era lì, a portata di mano, o forse proprio perché era lì attorno a noi. Trasformare il sogno in realtà, in questa condizione di “annegament o” filmico, non è stato difficile. Bastava, in fondo, prendere una videocamera e girare. CinemAvvenire, per questo, è stato anche il primo “palcoscenico”, e quindi il primo pubblico. E, come si sa, non esiste un regista senza un pubblico. Così abbiamo vinto il primo premio al concorso CinemAvvenire con Il fiore (1999), poi il secondo premio con Poche cose (2000), e di nuovo il primo premio con    Il giorno del Santo (2001), film che poi ha preso una strada tutta sua e ancora oggi gira i festival internazionali, insieme ai film più recenti. Tornare a CinemAvvenire in veste di ospiti non può che farci onore e riempirci di emozione, ed è, in qualche modo, un’occasione per rinnovare un dovuto e sincero ringraziamento.

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