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ROMA – Daniele Cesarano sceneggiatore  insieme a Barbara Petronio e Leonardo Valenti di ACAB – All Cops are Bastards, film diretto da Stefano Sollima e dal 27 gennaio scorso nelle sale italiane, ha tenuto una lezione agli studenti della NUCT- Scuola Internazionale di Cinema e Televisione – dedicata al suo lavoro per il film.

La lezione di Cesarano, docente di sceneggiatura presso la NUCT, tocca in primis la propria carriera di sceneggiatore di  serie tv quali Distretto di Polizia 2, R.I.S. e  Romanzo Criminale: “La televisione – ha sottolineato Cesarano – è probabilmente la mia dimensione ideale, il medium nel quale mi trovo più a mio agio anche se il cinema m’è rimasto sottopelle”. La realizzazione di ACAB parte dal lavoro per la serie tv di Romanzo Criminale, diretta anch’essa da Stefano Sollima: “Un’esperienza che ha formato un gruppo solido con Barbara Petronio e Leonardo Valenti, mentre per ACAB tutto è partito da Carlo Bonini, giornalista e autore del libro (edito da Giulio Einaudi Editore):  lo vedevo tutte le mattine davanti alla scuola frequentata dai nostri figli. Mi chiese di leggere il suo romanzo e ne rimasi impressionato. Solo dopo ho saputo che Stefano Sollima e Cattleya volevano farne un film”.
“ACAB è stato un lavoro sofferto, soprattutto per la struttura del libro – ha rivelato Cesarano – Quando esiste a monte un plot, una materia narrativa unica, diventa un grande problema per uno sceneggiatore. Forse il peggiore. Per questa ragione abbiamo creato ex-novo il personaggio di Adriano, la recluta: per fare da perno all’intera struttura del racconto. La parte più difficile del lavoro di sceneggiatura è stata quella di abbandonare ogni pregiudizio, ogni forma di coinvolgimento preventivo per lasciare spazio a uno sguardo libero e aperto. Dovevamo avvicinarci senza sovrastrutture ai ragazzi del reparto Celere e cercare di entrare nel loro mondo da semplici osservatori. Si tratta di confrontarsi con esperienze, gesti e modi di pensare che partono da fondamenta diametralmente opposte a quelle nostre. Non volevamo realizzare un film d’autore, ma lo sguardo impreciso, dubbioso, la mancanza di una linea morale netta ne fa fondamentalmente un lavoro che si inserisce nella linea autoriale italiana. Il nostro imperativo è rimasto comunque lo stesso che ci ha guidato per la serie di Romanzo Criminale: interessare senza mai annoiare”.
La lezione di Cesarano si è conclusa con alcuni consigli pratici agli studenti NUCT: “E’ inutile tentare di idealizzare il lavoro di sceneggiatore: mainstream e cinema d’autore s’intrecceranno inevitabilmente. Entrambi hanno sempre bisogno di una buona sceneggiatura e di una perfetta scansione narrativa per funzionare.”

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