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DAMASCO – Mark Bernardini  scrive per la “Voce della Russia”. E’ lui a condurci fra le fitte maglie della diplomazia politica, il giorno in cui il  Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov , giunge  a Damasco insieme al direttore dei Servizi Segreti Internazionali russi (Slu?ba Vne?nej Razvedki) Mikhail Fradkov. 

Nel centro di Damasco la delegazione russa è stata accolta da una folla di sostenitori di Bashad Assad, che reggevano in mano ritratti del loro presidente e sventolavano bandiere russe. Il numero di persone ai lati della strada è andato ad aumentare man mano che il corteo ministeriale si avvicinava al palazzo del presidente siriano, dove hanno auto sede le trattative fra Lavrov e Assad. Al passaggio delle auto dalla folla si è alzato in lingue diverse il grido “Grazie Russia”. Il Ministro degli Esteri portava  ad Assad il messaggio del Presidente russo Dmitrij Medvedev, ma, sul contenuto del messaggio, ha taciuto e ha spiegato ai giornalisti: “ Le comunicazioni del capo di Stato sono rese note solo al destinatario”. Alla vigilia dell’incontro col ministro degli Esteri del Bahrein, Sergej Lavrov aveva  sottolineato: “ la Russia non ha alcuna intenzione di cambiare la propria posizione sulla questione siriana. Continuerà a sostenere il programma della Lega Araba, così come era stata formulato nel novembre del 2011. Le richieste sono di porre fine alla  violenza, da qualunque parte essa arrivi, sia esso il potere o l’opposizione, non permettere intrusioni armate in Siria e intavolare un dialogo con tutte le parti interessate al conflitto. Sulla base di questi tre pilastri, si può presupporre che Sergej Lavrov cercherà di convincere Assad ad iniziare un dialogo con l’opposizione. Tuttavia Assad si dimostra  pronto a condurre trattative solo con la Russia e, forse, con la Cina. Difficilmente si avvicinerà ai governanti dei vicini Qatar, Arabia Saudita e Turchia e ai leader dei Paesi membro della NATO. All’incontro col Presidente siriano, Sergej Lavrov ha fatto notare che per rispondere alle legittime aspettative della nazione per una vita migliore sono necessarie delle riforme. Bashar Assad ha ringraziato la Russia per la posizione nei confronti della questione siriana. La Siria non è mai voluta essere di peso per i propri amici, ha riferito Assad, facendo notare come la Siria abbia sempre voluto essere un amico in grado di poter essere d’aiuto, e non un peso.
Intanto,  l’Italia richiama l’ambasciatore Giulio Terzi, e sono partiti i delegati di Francia e  quelli dei Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait, Emirati arabi uniti, Oman, Qatar e Bahrein).
l’Unicef  denuncia l’uccisione di  almeno 400 bambini, dall’inizio delle proteste ad oggi: vittime silenziose e, purtroppo, non di rado, nemmeno segnalate.  Sono simbolo della lotta al regime di Bashar al Assad, che va avanti dal marzo 2011, senza esclusione di colpi.

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