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ROMA – Emiliano Larizza è un talentuoso, giovane fotoreporter italiano. Lo raccontano le sue immagini, dense, passionali e sensibili. Lo evidenzia il premio appena conquistato al WORLD PRESS PHOTO 2012, con il suo reportage a Saut-D’Eau, nel cuore di Haiti.

Come e quando ti sei avvicinato alla fotografia?
Molto presto. Da piccolo mia nonna mi permetteva di usare la sua Polaroid..ne ero affascinato. Mio padre però è stato inizialmente contrario al mio interesse per la fotografia ma questo contrasto con lui mi ha spinto a seguire la passione, un po’ come segno di ribellione. Più avanti, invece, è stato proprio mio padre a permettermi di iniziare questo mestiere, regalandomi  l’attrezzatura necessaria.
Ho studiato e lavorato tanto e tanto fotografato prima di diventare fotoreporter. Poi, un incarico a Santo Domingo, città dove tutt’oggi vivo: dovevo sostituire un collega, era il 2008.
Ho documentato, attraverso 6 viaggi ad Haiti, la devastazione del terremoto che nel 2010 ha praticamente raso al suolo la città di Port au Prince. Ho conosciuto la grande risorsa di un popolo capace di sorridere di fronte alla morte. C’è la desolazione, l’estrema povertà, da un lato, e colori, suoni, vita, dall’altro. Si piange per una nuova nascita perchè da quell’istante inizieranno le agonie di quell’individuo e si fa festa quando si muore, perchè le sofferenze sono terminate. E nel mezzo, un gioia tutta particolare, nonostante le estreme difficoltà. Ho imparato molto da questa gente. Mi sono fortificato e ho superato molti limiti personali.

Per questo motivo hai scelto di rendere omaggio con le tue immagini ad una festa così importante per il popolo di Haiti?
Per gli haitiani il pellegrinaggio del 16 luglio è un momento molto intenso, di devozione e ringraziamento per l’apparizione della Vergine. Mi interessava conoscere l’aspetto più rurale e autentico di Haiti. E’ stata un’esperienza forte…la ripeterei.

Il World Press Photo, un bel traguardo. Come ti senti?
Benissimo, sono felice. Ho avuto la notizia da un mio amico e collega, sono ancora incredulo. Significa che sono riuscito a trasmettere ciò che ho provato mentre fotografavo, ed ero lì, in mezzo a tutte quelle persone, sotto quella cascata, con l’obiettivo e la fotocamera completamente bagnati.
Mi sento parte di questo pianeta, ora..come se abbracciassi il mondo intero. Questo premio è un nuovo stimolo e un nuovo punto di partenza per le mie scelte future.

Emiliano Larizza ha una enorme passione per gli astronauti. Non è da escludere che questo prestigioso riconoscimento lo avvicini al suo sogno nel cassetto: quello di viaggiare verso la luna.

Per omaggiori info www.emilianolarizza.com

World Press Photo 2012

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