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Con l’avvento del governo Monti  e i relativi decreti, provvedimenti, piani finanziari ecc. il termine più usato è stato “riduzione” inteso nel senso più letterale possibile (diminuire, accorciare, restringere, rimpicciolire, calare)  per pervenire ad un unico fine:  la diminuzione dei costi pubblici; si è, così, disposto il dimagrimento dei dipendenti  statali attraverso fusioni, accorpamenti eliminazioni di enti, strutture, divisioni, aziende, dipartimenti, scuole, uffici postali ecc. ecc.

In questo lungo, lunghissimo elenco di buone e/o cattive intenzioni era stata deliberata anche la fusione per incorporazione dell’Inpdap e dell’Enpals nell’Inps, da effettuarsi sui dati di bilancio dei tre enti pubblici  chiusi al 31 marzo scorso: veramente ammirevole questa rapidità d’intenti.  Ovviamente  la finalità di questa mega fusione dovrebbe portare, contestualmente, un sensibile accorpamento sinergico per eliminare le attuali duplicazioni con positive conseguenze sui conti pubblici previdenziali; all’atto pratico, esisterà un solo ente pensionistico per tutti i lavoratori, pubblici o privati che siano.  

Sulla carta, questa decisione non fa una grinza ed apparirebbe  più che azzeccata anche se gli interrogativi  circa il ricollocamento del personale in esubero non mancano mai in ogni fusione di grosse entità.  Però,  il primo , sorprendente  scossone  a questa iniziativa  si è registrato nei giorni scorsi quando il cosiddetto “Consiglio di indirizzo e vigilanza” dell’Inps , nella prima nota di variazione del bilancio preventivo 2012   del nuovo, super  Inps,  ha evidenziato che l’incidenza della spesa per le prestazioni previdenziali ed assistenziali, rispetto al Pil, è superiore  del  5,34 %  rispetto alle previsioni originarie. Si prospetta, inoltre, che l’assunzione da parte del (nuovo) Inps del deficit imputabile al soppresso Inpdap potrebbe comportare, nel breve,  un problema di sostenibilità da parte dell’intero sistema pensionistico pubblico in quanto l’accollo dello stesso, previsto a fine 2012 in circa 6 miliardi,  influirà pesantemente  nella gestione finanziaria, nonostante l’apporto attivo dell’Enpals per  306 milioni.

Il “Consiglio di indirizzo e vigilanza” è un organismo in seno all’Inps  ed è composto da 24 membri, designati dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dei datori di lavoro e dei lavoratori autonomi, nominati con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri ed è, quindi, equiparabile ad un vero e proprio consiglio di amministrazione, rientrando fra i suoi compiti primari quello di predisporre  “le linee di indirizzo generale e gli obiettivi strategici dell’Inps e  di approvare  il bilancio predisposto dal Presidente dell’Inps”. 
La fonte dei dati e dei relativi commenti  resi pubblici  era stata , quindi, di quelle certe ed affidabili e, proprio per questo che, almeno per qualche giorno, su tutti i mass media,  si era rimarcata una certa apprensione sul futuro pensionistico che,  con la manovra di dicembre, quella  apprezzata anche a livello europeo,  sembrava fosse stato completamente risolto.  Ma ecco che, puntuale come un orologio svizzero vecchio stampo, arriva  (come definirla ?) la smentita, la  precisazione,  il chiarimento della professoressa Fornero, la quale,   dichiara  che “Il disavanzo era conosciuto e sarà comunque coperto” ed ancora  “nessun rischio pensioni”  e  la tranquillizzazione finale:  “Non mi sembra che ci siano fatti nuovi.   Noi sapevamo che l’Inpdap era in profondo squilibrio”   non c’è un elemento nuovo che richieda un appostamento di nuove risorse”. Vorrei rassicurare che la preoccupazione relativa alle pensioni dovrebbe essere persino minore, ottenendo anche risparmi se facciamo bene questa incorporazione nel cosiddetto Super-Inps” .

Contemporaneamente anche il Presidente dell’Inps Mastrapasqua (colui che ne predispone il bilancio) si è associato al Ministro con toni altrettanto distensivi.                                                                                                  Bene, dopo queste indispensabili  e probabilmente probanti  rassicurazioni, tutti ci siamo tranquillizzati e  l’argomento,  almeno giornalisticamente, è  stato accantonato.  

Ci si augura, però,  che, almeno in occasione di questa fusione Inps-Inpdap-Enpals, tutti i numeri siano stati esaminati e approfonditi “prima” non solo nelle loro singolarità ma, soprattutto, nell’assemblaggio finale perché  i bilanci consolidati preventivi è facile farli, il difficile viene dopo,  alla chiusura degli esercizi successivi , quando le perdite e le minusvalenze dovranno essere state assorbite “realmente”…..

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