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Più di trecento sono state le manifestazioni promosse dalla Cgil con presidi presso le sedi delle Asl, ambulatori,centri  prelievi, ospedali, manifestazioni in tante città, nel quadro della “ Giornata di mobilitazione nazionale contro i tagli alla sanità” previsti dai provvedimenti dello spending review.

La Fiom in un comunicato parla di decine di migliaia di posti di lavoro, non solo nel settore metalmeccanico, che sono a rischio per i tagli al servizio sanitario nazionale e ai trasporti. Dal fronte degli enti locali  si segnalano le iniziative dei  Comuni e quelle delle Province che contestano le decisioni del governo colpendo servizi essenziali per i cittadini. In particolare l’Unione delle Province ribadisce che  è a rischio la riapertura delle scuole. Altrettanto denunciano i presidi. Lo stesso ministro Giarda  dichiara la propria contrarietà ai tagli apportati e  auspica che il Parlamento  migliori il testo della legge.  In campo ancora la questione degli esodati .Giovedì  una nuova mobilitazione nazionale , con presidio a Roma, al Pantheon, perché sia dia una soluzione certa al problema degli esodati, di tutti gli esodati. Grazie alle lotte portate avanti sono state apportate  modifiche positive,affermano Cgil, Cisl, Uil ma si tratta  di “ soluzioni soltanto parziali”. Le Confederazioni chiedono al Parlamento di migliorare il provvedimento in esame . “ Sii tratta di una battaglia che CGIL, CISL e UIL- afferma un comunicato unitario- portano avanti a difesa della certezza del diritto e della credibilità delle istituzioni che non possono violare oggi patti sottoscritti in passato, cambiando le regole in corsa e disconoscendo quindi ogni impegno preso. Il presidio avrà inizio alle ore 9,30. Interverranno i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil, Camusso, Bonanni e Angeletti. 

Fiom.  Migliaia  di lavoratori perderanno il lavoro

Per quanto riguarda in particolare i riflessi della spending review sul mondo del lavoro e sulle fasce più deboli della popolazione  la presa di posizione della Fiom sottolinea che “ i pesanti tagli al finanziamento del servizio sanitario nazionale e ai trasporti,  metteranno in discussione il diritto ai livelli essenziali di assistenza pubblica per la salute dei cittadini e il diritto alla mobilità di tutti, a partire da lavoratori, studenti, pensionati. Il decreto metterà in discussione il posto di lavoro di tanti lavoratori metalmeccanici, ma non solo. Decine di migliaia di dipendenti di aziende di gestione e manutenzione di impianti e dell’informatica, che stanno lavorando in appalto per le aziende sanitarie, per gli ospedali e per le aziende di trasporto pubblico e nei servizi pubblici, si troveranno senza occupazione.”

Scompariranno  aziende che svolgono servizi essenziali

“Il decreto-prosegue la Fiom- impone anche la soppressione e/o la dismissione delle società “in house” dirette e indirette partecipate dalla Pubblica Amministrazione. Sono aziende che svolgono servizi importantissimi per la collettività, come ad esempio la SOSE, Società per gli Studi di Settore (azienda metalmeccanica nata da una costola di Sogei) oggi  strumento di lotta all’evasione ed elusione fiscale. l governo compie un atto grave, con il decreto: priva il Paese degli strumenti indispensabili per garantire il funzionamento dei servizi essenziali quali la sanità e i trasporti, si rinuncia a perseguire la lotta all’evasione e all’elusione fiscale, si mettono in discussione migliaia di posti di lavoro.”

“Il decreto-conclude la Fiom- non è una ‘revisione della spesa’ per tagliare gli sprechi, ma un insieme di tagli drastici e insostenibili per migliaia di lavoratori e per i cittadini. Il nostro Paese ha bisogno di scelte strategiche, di investimenti e misure concrete per sostenere l’economia, per favorire un nuovo modello di sviluppo”

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