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ROMA – La finanziarizzazione,cioè il dominio  incontrastato della finanza sulla  economia real-produttiva, dominio a cui è facile ricondurre le ragioni del l’attuale crisi, stà  diventando una parola magica, buona per tutti gli usi. 

La finanziarizzazione  è diventata la bestia nera degli indignatos, fronte sempre più in crescita,ma viene esecrata ormai quotidianamente  persino dai suoi stessi sommi  sacerdoti.(Soros,Buffet,ecc).Ma quasi mai  scandagliata e scomposta nei suoi elementi costitutivi.
Nella vulgata corrente,la finanziarizzazione, da  concreto processo  economico-sociale, viene  artatamente ridotto a  fenomeno etico-morale , alla avidità senza limiti di alcuni ,alla classica “sacra fame dell’oro”.   Ad   un fenomeno sostanzialmente di dismisura,verso cui indirizzare facili invettive.
In  realtà la finanziarizzazione è il frutto dell’operare  di meccanismi, che si sono sviluppati negli ultimi decenni;nessuna esortazione o esecrazione può modificarne la logica ed il funzionamento:  come si sa la logica dei meccanismi, anche se prodotti dalle scelte degli uomini, si impone alla logica degli uomini stessi. 
Esortazioni o esecrazioni  possono risultare una comoda via di fuga  o addirittura di manipolazione se non si traducono in sapiente lotta politica,destrutturando e riformando tali meccanismi.
Il ruolo sempre più  determinante  della finanza nella economia e nella politica non rappresenta una novità: R.Hilferding, già all’inizio dell’altro secolo ,ha dedicato al tema un’opera monumentale, appunto Il Capitalismo Finanziario.

La finanziarizzazione dell’economia e il’attuale“Modo di produzione”

La novità dell’attuale processo di finanziarizzazione sta nel realizzarsi di un vero e proprio assetto, che ha innervato tutti gli aspetti dell’attuale “Modo di Produzione”, dagli aspetti produttivi agli aspetti distributivi.
Tale assetto, riducendolo ai suoi aspetti fondamentali, può essere cosi ’ schematizzato: piena libertà di movimento dei Capitali ,grazie anche alle nuove tecnologie informatiche ;reintroduzione della Banca universale,della” Banca Mista”, cancellando la separazione,che datava dagli anni Trenta del secolo scorso tra banca commerciale e banca di investimento,(cancellando,1999, appunto il cosidetto Glass-Steagall  Act) ; sviluppo di un sistema finanziario parallelo  ombra ,( fondi di investimento ecc)fuori da ogni controllo ; affermazione di società onnipotenti di rating ‘esercitanti un ruolo tra faro e cane da guardia;trasformazione ,con l’invenzione dei fondi-pensione ,del risparmio previdenziale in risparmio finanziario;affermazione di un vero e proprio nuovo sistema retributivo ,centrato su Bonus, Stocks Options:le stock-options coprono in molti casi fino al 60 per cento delle retribuzioni.
Nel 1975  infatti  inizia il cammino del nuovo sistema retributivo basato sulle stocks options, nel i981  data la creazione del primo schema pensionistico a contribuzione definita,il 401(k) che a differenza dei precedenti schemi a prestazione definita,fa dipendere la rendita pensionistica dai rendimenti dei titoli in cui i risparmi sono investiti. Il banchiere, dalla regola del 3-6-3,(3 per cento l’interesse ai depositanti,6 per cento il costo  dai concessionari di prestiti,3 del pomeriggio per la quotidiana partita di golf, secondo la spiritosa sintesi di N.Roubini) si è trasformato in finanziere ,confezionatore con algoritmi ,di prodotti derivati, più o meno tossici.Un assetto ritenuto al di fuori di ogni possibilità di governo,persino dai suoi critici più benevoli.

Le causa dell’esplosione delle grande crisi del 2008
Il funzionamento a vele spiegate di tale assetto, così come è stato alla base della affermazione del processo di globalizzazione vittoriosa di fine-secolo,è diventato successivamente  quasi per la legge del contrappasso,la ragione dell’esplodere della Grande Crisi del 2008.
Finora I muri portanti di tale assetto non sono stati minimamente  scalfiti dalle reazioni sociali e politiche alla grande crisi, alla cui alla base sta appunto tale assetto.

I debiti privati delle banche trasformati in debiti pubblici
L’unica  conseguenza  macroscopica è stata paradossalmente la trasformazione dei debiti privati delle banche in debiti pubblici, o come si dice sovrani. Senza neanche una contropartita in termini di controllo.
La messa in moto ,come nel gioco del domino ,di altre dimensioni della Crisi,-la dimensione Europa, la dimensione nazionale ,-la Grecia, la Spagna ,l’Italia, ecc-rischia di relegare sullo sfondo ,le  ragioni strutturali della crisi sistemica.
La crisi attuale,proprio per essere la  più grande crisi del capitalismo globalizzato,non può che  avere  le tre dimensioni:sistemica,europea,nazionale,che vanno colte nella loro specificità,ma in una visione d’insieme.
Individuare il filo conduttore,proporre una chiave di lettura ,significa offrire una bussola per navigare in un mare sempre più mosso e  confuso,per l’effetto di interazione delle tre dimensioni della crisi, mare disseminato di scogli ,di detriti e di schiuma. Bussola assolutamente decisiva ,come insegna la storia delle crisi precedenti, nella determinazione dei rapporti di forza,sociali e politici.
La finanziarizzazione,cioè il dominio della speculazione finanziaria e dei suoi meccanismi sulla economia reale ,permette di offrire questa bussola e di tematizzare ,come Sinistra, con ancora maggior forza, la proposta di un nuovo modello di sviluppo. Alla condizione però di approfondirne i termini.

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