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FIUMICINO – Domani, per chi deve volare, si prevede un venerdì nero.  Lo sciopero generale di 24 ore, indetto dalla CUB trasporti, interesserà infatti l’intero comparto aereo, aeroportuale ed indotto.

I lavoratori incroceranno le braccia per l’intera giornata, dalle ore 00,01 alle ore 23,59 nei settori operativi, escluse le fasce garantite.

“Una giungla, ove i lavoratori sono stati lasciati soli, a combattere una battaglia che li vede soccombere da anni e dove le aziende ad ogni rinnovo contrattuale riescono a “scippare” salario, diritti ed occupazione, a fronte di una crisi di settore che non esiste, ma che viene brandita  come grimaldello per intimorire i lavoratori – cosi l’intero comparto aereo viene definito dalla Cub trasporti.
“In nome del rilancio del comparto e della concorrenza, il “ricco mercato del trasporto aereo italiano si è trasformato in una miniera d’oro per gli investitori ed una tomba per i diritti dei lavoratori- continua l’organizzazione sindacale.
 “ Negli aeroporti siamo arrivati a dover subire, il lavoro nero e l’evasione contributiva, una piaga che pensavamo potessimo risparmiarci , il tutto nel silenzio generale  e nell’indifferenza delle istituzioni. I governi che si sono succeduti non hanno fatto che anticipare ed ampliare le normative sulla concorrenza negli aeroporti, e questo è il risultato“ conclude la Cub Che le vertenze si moltiplichino giorno dopo giorno, è sotto gli occhi di tutti.  A partire dal 2008 data del fallimento dell’ex compagnia di bandiera, con oltre 4000 licenziamenti, un bilancio pesantissimo di perdite di posti di lavoro, la situazione nel trasporto aereo sta velocemente precipitando. A  cominciare da Alitalia CAI, con circa 900 lavoratori in cassa integrazione e ulteriori previsioni di esuberi. Alla MeridianaFly, con  circa 700, fino ad arrivarea Windjet con oltre 500 dipendenti lasciati a casa.
Non scampano le società di handling e i gestori, il catering il Duty free e i negozi  fino ad arrivare alle  società che effettuavano le pulizie all’interno degli scali, le previsioni di esternalizzazioni e licenziamenti non si frenano.  Solo nelle sette società di handling che operano a Fiumicino (Flightcare, Alitalia Handling, Globeground, Aviapartner, Aviation Service, Consulta, Atahandling) sono quattrocento i lavoratori a rischio licenziamento. Un corsa al ribasso, che va in contro tendenza con le prospettive di rilancio del settore e le previsioni di aumento del traffico passeggeri.
Emblematica, la situazione dei dai 75 lavoratori della società Argol, per restare nel territorio laziale, arrivati ad arrampicarsi sul traliccio di un Hangar per veder riconosciuta la clausola di salvaguardia sociale che gli avrebbe permesso di essere riassorbiti nella nuova società, ma  che nonostante le ricette annunciate da politica e sindacati per la loro ricollocazione sono ancora senza prospettiva alcuna, sebbene al loro posto vengano impiegati lavoratori precari.
“Ormai siamo al collasso e bisogna che s’intervenga per far risorgere il lavoro dalle ceneri prodotte da un  incendio che divampa da anni e che la politica non è riuscita a controllare- spiega Antonio Amoroso della segreteria nazionale Cub Trasporti- servono delle regole necessarie ad arrestare gli effetti inevitabili di processi di liberalizzazione e privatizzazione realizzati in nome e con la scusa della normativa europea ma, di fatto, anticipati ed amplificati dai Governi succedutisi negli ultimi anni” conclude il sindacalista.

Oltre alla difesa dei posti di lavoro, e delle clausole di salvaguardia sociale, in primo piano c’è chiaramente la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. In prima linea i colleghi di  Giorgio Monzi,  l’operaio schiacciato l’11 novembre scorso da un carrello elevatore mentre stava scaricando i bagagli, che dopo la morte di Monzi hanno letteralmente paralizzato l’aeroporto di Fiumicino, rivendicando il diritto alla sicurezza sui posti di lavoro.
Sul piatto c’è infatti il rinnovo del contratto in cui si prevede un taglio alla garanzie e alle tutele sulla sicurezza e salute dei dipendenti. In occasione dello sciopero è prevista una manifestazione a Fiumicino, cui sono state invitate istituzioni e forze politiche, tra i partecipanti al dibattito  Esterino Montino e Ivano Peduzzi.


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