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 BRINDISI – Partito stamattina nell’aula bunker del tribunale di Brindisi il processo a carico di Giovanni Vantaggiato.

Il 68enne di Copertino, reo confesso, è in carcere dal 6 giugno scorso per la strage del 19 maggio 2012 a Brindisi davanti all’istituto ‘Morvillo Falcone’ in cui perse la vita la studentessa 16enne Melissa Bassi. In quella circostanza, altre nove ragazze rimasero gravemente ferite. L’uomo è accusato di strage aggravata dalla finalità terroristica, costruzione, possesso ed esplosione di ordigno micidiale in concorso con ignoti per quanto riguarda l’attentato di Brindisi, e di tentato omicidio pluriaggravato e costruzione, possesso ed esplosione di ordigno micidiale, relativamente all’attentato nei confronti dell’ex socio Cosimo Parato. La pubblica accusa rifiuta di credere che l’uomo sia incapace di intendere e di volere e parla di “sceneggiata” nel descrivere il comportamento assunto dal killer in aula. Per il Pm Cataldo Motto, di contro, l’imputato è credibile in merito al movente quando “ha spiegato bene perché ha scelto la scuola, facile obiettivo e vicino al tribunale”. Circa la possibilità che l’uomo abbia avuto un complice, invece, la procura sembra scettica. Vantaggiato non vuole essere fotografato, né filmato. Lo dice attraverso l’avvocato difensore dopo aver fatto scena muta per ben tre volte davanti alle domande del magistrato. La Corte d’Assise, presieduta dal giudice Domenico Cucchiara, accetta e vieta che immagini dell’imputato vengano diffuse. I genitori di Melissa, presenti in aula, vogliono giustizia. Lo riferiscono alla stampa mediante la voce del loro legale. “Non ho dormito questa notte, voglio guardarlo in faccia” – dichiara invece ai giornalisti, Azzurra Camarda, una delle studentesse rimaste ferite e la prima ad entrare in tribunale -. Presenti anche le altre studentesse rimaste ferite nell’attentato. Selena Greco e Sabrina Ribezzi entrano nel palazzo di giustizia brindisino accompagnate dai genitori. Dalle finestre dell’istituto Morvillo Falcone – struttura che si trova nelle immediate vicinanze del tribunale – decine di alunni accolgono con un “Vogliamo giustizia, vogliamo giustizia” il passaggio del furgone blindato che trasporta Vantaggiato nell’aula bunker. Il giudice ammette in totale 31 costituzioni di parte civile. Oltre ai coniugi Bassi, gli zii di Melissa, le famiglie delle ragazze ferite, figurano ammesse come parti civili anche i vari enti pubblici come Comune di Mesagne, il Comune e la Provincia di Brindisi, la Regione Puglia e anche la vittima del primo attentato firmato Vantaggiato avvenuto nell’anno 2008. Bocciata, invece, la richiesta di costituzione di parte civile presentata da Claudio Strada, l’uomo sul quale in un primo momento cadde il sospetto da parte degli inquirenti. A Vantaggiato si è arrivati grazie alle immagini delle telecamere della scuola e di altre telecamere dei dintorni che hanno inquadrato sia la sua auto, sia quella di un suo parente. Ci sono voluti 18 giorni d’indagine per arrivare ad una svolta. Lo prendono. Poi arriva la confessione. “Sì, quella bomba l’ho fatta io da solo. L’ho pensata e l’ho costruita”.

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