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TRIESTE – Mentre le Borse asiatiche chiudono la settimana in rialzo sull’onda dell’ottimismo portato dai positivi dati macro Usa e dal calo dell’inflazione in Giappone, nella zona Euro si deve prendere atto dell’avvenuto peggioramento del rapporto tra debito e PIL (Prodotto Interno Lordo), portatosi al 90%.

Al progresso degli indici manifatturiero e dei servizi, dato che purtroppo conferma il perdurare della contrazione dell’economia europea, si affianca la revisione delle stime sulla crescita del PIL in Italia nel triennio 2012/2014 effettuata dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), che giudica in leggero miglioramento il dato relativo allo scorso esercizio (-2,1% anziché il già prospettato -2,3%) contro un peggioramento della precedente previsione per quest’anno (calo dell’1% anziché dello 0,7%); la fase recessiva dovrebbe concludersi per l’Italia con un aumento dello 0,5% del PIL nel 2014.
Il quotidiano «La Repubblica» ha inoltre riportato che in questi giorni il consiglio dei ministri finanziari europei ha dato il via libera al varo della cosiddetta Tobin Tax,  una tassa sulle transazioni finanziarie che verrà applicata in undici Paesi, tra cui l’Italia; grazie ad un’aliquota dello 0,1% sulle transazioni di azioni ed obbligazioni e dello 0,01% sulle transazioni in derivati, si stima un gettito complessivo di circa 57 miliardi di euro l’anno, un miliardo dei quali rappresenta il contributo del nostro Bel Paese.

Segnali incoraggianti arrivano oggi per il settore bancario, che con l’evolversi della torbida questione legata ai derivati del Monte dei Paschi di Siena e la conseguente bufera abbattutasi sull’istituto ha dominato le ultime sedute di Piazza Affari: la Banca Centrale Europea (BCE) ha comunicato che l’ammontare restituito dagli istituti di credito europei nell’ambito dell’operazione Ltro (aste di prestiti triennali concessi dalla BCE nel 2011) è stato superiore alle attese, segno che molte banche in questi anni hanno provveduto ad un rafforzamento patrimoniale.
L’ultima ottava della settimana vede le principali Borse europee in rialzo (Francoforte +1,33%, Parigi +0,58%, Londra  +0,21%) con Piazza Affari che, con  gli indici in sostanziale pareggio (FTSE Mib -0,19%, FTSE Italia All-Share -0,15%), stenta ad adeguarsi al ritmo delle altre piazze, nonostante il ritorno degli acquisti sul Monte dei Paschi di Siena (+10,97%) dopo i pesanti ribassi subiti nelle ultime tre sedute.
Torna a scendere lo spread tra Btp e Bund con scadenza a dieci anni: la differenza di rendimento tra il titolo italiano e quello tedesco è scesa a 247 punti base rispetto ai 267 della chiusura di sette giorni fa, portandone il rendimento sotto al 4,1%; in contrazione anche lo spread relativo ai titoli biennali, sceso a 125 punti base dai 131 di ieri (rendimento sotto l’1,45%).
Gregorio De Felice, responsabile del Servizio Studi e Ricerche di IntesaSanpaolo, a questo proposito ha affermato che in Italia si è passati da un problema di spread finanziario ad uno di spread di crescita: la situazione dei conti pubblici è nettamente migliorata e, anche se nel 2013 non si riuscirà a raggiungere il pareggio di bilancio, non sarà necessaria un’ulteriore manovra finanziaria, che però potrebbe rendersi indispensabile nell’esercizio successivo.

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