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ROMA – Susanna Camusso nella relazione con la quale ha aperto  l’assemblea di programma presentando il progetto per il Piano del Lavoro non ha mai nominato Mario Monti.

Eppure ne  avrebbe avuto tutti i motivi visto che lui l’attacca  due o tre volte al giorno indicando la Cgil come il male assoluto, che avrebbe impedito al governo di portare avanti una politica che avrebbe fatto la felicità degli italiani. Uuna lezione di stile e di dignità. Un silenzio  che vale più di cento e mille risposte polemiche, un silenzio assordate, agghiacciante sul quale il premier dimissionario farebbe bene , se ne fosse in grado, a riflettere.  La Cgil, così come  nel 1949 quando Giuseppe Di Vittorio lanciò il Piano del lavoro, impegna ilo mondo del lavoro, i lavoratori, a dare un contributo autonomo  per affrontare davvero la crisi.  E’ la storia del più grande sindacato italiano, l’assemblea ha ricordato  Guido Rossa, nel trentaquattresimo anniversario della sua uccisione per mano delle brigate rosse, che risponde al settarismo del capo di Lista civica, il cuoi governo- dice Camusso- è stato capace solo di tagli senza riforme”.  Il Piano del lavoro irrompe nella campagna elettorale, avanza proposte concrete, un progetto che guarda all’oggi e indica prospettive per il futuro.  Da subito indica anche un metodi di confronto, di rapporto con le istituzioni, le forze politiche. Si rivolge  alle forze politiche più vicine, ovviamente, quelle che hanno dato vita alla coalizione di centrosinistra, intervengono, molto applauditi, Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola, Bruno Tabacci. E’ un primo momento di confronto cui partecipano anche personalità come Giuliano Amato, il ministro,  il ministro  della Coesione sociale Fabrizio o, diventerà uno strumento per coinvolgere i lavoratori , i cittadini.

Il Lavoro problema che tutti li comprende

 Per la prima volta in questi anni di crisi, cinque anni di recessione, il Lavoro, con la L maiuscola, viene posto con tanta forza come il problema che tutti li comprende. Perché questo è il nodo  politico degli anni duemila. Il fallimento del liberismo, che ha provocato disastri in tutto il mondo, viene proprio da lì, dal lavoro considerato come merce e le rendite finanzarie, fare soldi senza lavorare. Il Piano smantella la politica del rigore a senso unico, dei tagli senza riforme. Susanna Camussome prima battuta  della sua relazione  afferma che “ parlare del lavoro è parlare delle persone, del loro essere.Per noi lavoratrici e lavoratori,pensionati e sindacalisti,,militanti ed iscritti al sindacato, alla Cgil parlare di lavoro è parlare del pane. Il lavoro è stato per noi e deve restare l’ingresso nella vita adulta, nella vita autonoma, nel piacere di realizzare i propri progetti i propri sogni. Per questoi il lavoro non pu essere povero, figlio del massimo ribasso, incerto. Non può essere precario. Il lavoro è condizione concreta, di orario, di professionalità, salario, è diritti e doveri. E’ dignità. Il lavoro non piò essere nero, sommerso, schiavizzato mercificato. Il lavoro è sapere e conoscenza, qualità e investimento”. E immediatamente vengono alla ribalta problemi come quello della rappresentanza, della libertà che ogni lavoratore deve avere di iscriversi al sindacato che vuole. Dice Maurizio Landini, segretario generale della Fiom che vive sulla propria pelle la discriminazione operata dalla Fiat di Marchionne: “ Il lavoro ho ha diritti o non è lavoro”.  

Gli interventi dei leader del centrosinistra

L’universo mondo, come si dice, ruota tutto attorno a questa  parola. E Nichi Vendola sottolinea, riferendosi agli attacchi  giornalieri di Monti, che “ chi  chiede lo scalpo della Cgil  vuole abolire il mondo del lavoro.”  Bersani al filo del lavoro appende uguaglianza, diritti, onestà, valori che porteremo al governo” e definisce la Conferenza “una iniziativa utile per uscire dai cabarettisti da campagna elettorale” “ Dobbiamo dare una scossa  civica al Paese-. Afferma- con norme contro la corruzione, il conflitto di interessi, contro le mafie e sui costi della politica,Concentriamo la legislatura sul tema della base produttiva”. Giudizio positivo anche da parte di Bruno Tabacci , leader del Centro democratico, una delle tre liste della coalizione di centrosinistra “ E’ già molto immaginare- afferma – che una foza sindacale abbia una visione complessivi dei problemi da affrontare. Il Piano del Lavoro ha questa visione.  E questo è l’approccio giusto”. Nel dibattito che ha caratterizzato questa prima giornata si sono intrecciati gli interventi dei leader del centrosinistra con quelli dei delegati, di dirigenti di categoria, Camere del lavoro Un contributo molto importante, entrando nel merito della linea di politica economica , del progetto  del Piano è venuto da economisti che hanno partecipato alla stesura del testo a partire da Silvano Andriani. Va al sodo. Entra nel merito delle diverse linee di politica economica che si confrontano in Euoropa, nel mondo. C’è chi pensa che il mercato risolverà ogni cosa, leggi Monti, liberisti, conservatori, Ma-dice Andriani-non ci accorge che la crisi è nata proprio nel mercato”. Solo con il recupero della politica suil potere finanziario si potrà risolvere la crisi”.

Il ministro Barca.” Il lavoro vivo fonte di innovazione”

Barca  aveva parlato di “ lavoro vivo” come fonte di innovazione per la produzione di beni e servizi per la collettività e le persone. Si è soffermato in particolare sul problema della istruzione,  con la proposta non più rinviabile di elevare l’obbligo scolastico a 18 anni.Un contributo significativo è arrivato da Giuliano Amato, Dalla economia reale sopraffatta dalla finanza, La realtà della crisi è quella denunciata dalla Cgil. L’ex presidente del Consiglio ha svolto una attenta analisi della situazione economica parlando di nun “ gigantesco cambiamento del rapporto tra economia e finanza, la scoperta che può essere più conveniente investire nella seconda che nella prima”. L’assemblea di programma della Cgil ha aperto un nuovo cammino, in Italia, in Europa. Ha offerto alle forze progressiste del vecchio continente un contributo importante a favore di un cambiamento di rotta- ha detto Martin Schulz,presidente del Parlamento europeo in un messaggio inviato al sindacato , “uno dei più rappresentativi in Europa”- che sempre più risulta essere indispensabile e  impegna le forze progressiste.”

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