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 FAICCHIO (BENEVENTO) – Getta una minore in un dirupo e poi scappa via.

E’ questa l’accusa contenuta nella querela che la mamma della vittima ha sporto ai carabinieri qualche giorno fa contro un 25enne della provincia di Caserta. L’ennesima. Oltre dieci, infatti, le denunce presentate in un anno per atti persecutori. Di contro, mai una misura restrittiva nei confronti del presunto aggressore. I genitori di Jessica – residenti a Faicchio, comune del beneventano – ora invocano giustizia. Secondo quanto affermato nell’ultima querela in ordine di tempo, il giovane si sarebbe recato a casa della minore prelevandola e portandola in una località nei pressi di un fiume. Successivamente l’avrebbe spinta in un dirupo e sarebbe poi scappato via omettendo di soccorrere la vittima. Alla base del gesto – sempre secondo quanto dichiarato dalla signora ai carabinieri – l’ennesimo rifiuto da parte della figlia Jessica al giovane col quale in precedenza avrebbe avuto una relazione amorosa durata qualche mese. Relazione successivamente troncata proprio per volontà della ragazza. Jessica, con le sue forze, sarebbe riuscita a risalire sulla strada. A quel punto, avrebbe voluto chiamare i suoi genitori per avvisarli dell’accaduto, ma si sarebbe accorta di non avere più con sé il cellulare. Così, con non poca fatica, si sarebbe incamminata e avrebbe iniziato ad invocare aiuto a gran voce. Per sua fortuna, alcuni passanti l’avrebbero notata e le avrebbero immediatamente prestato soccorso. L’adolescente sarebbe poi riuscita finalmente a contattare la mamma. Poco dopo, veniva accompagnata dal genitore presso l’ospedale di Piedimonte Matese dove tutt’ora è ricoverata. Jessica è stata relativamente fortunata visto che è riuscita a cavarsela con poco a fronte del rischio che ha corso. Ha infatti riportato “soltanto” la lesione di alcune vertebre. Anche in questa occasione, dopo l’ennesima querela presentata dalla signora Daniela, il giudice non ha ritenuto opportuno applicare alcuna misura restrittiva nei confronti del giovane. Probabilmente per insufficienza di prove. Già in passato, il 25enne si era beccato altre querele  dalla mamma della ragazza. Il legale dei genitori della minore – avvocato Giovanna Mastrati – è determinata nel riuscire a dimostrare incontrovertibilmente le responsabilità penali del 25enne in ordine ai tanti fatti denunciati ai militari nel corso di un  anno intero. Resta il fatto che, ad oggi, Jessica è costretta a restare immobile in un letto d’ospedale con una prognosi di circa un mese; il presunto aggressore è libero. Se, da un lato, il giudice – salvo nuovi sviluppi sul caso – ha ritenuto non dover applicare alcuna misura restrittiva nei confronti del 25enne, dall’altro, appare improbabile che in quel dirupo Jessica ci sia finita da sola.  

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