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ROMA – Per motivi tecnici l’invio telematico dei certificati medici è stato sospeso. La procedura ha messo in tilt il server centrale dell’Inps paralizzando l’invio e la ricezione di certificati per malattia.

I medici non subiranno però nessuna sanzione, assicura Brunetta fautore della riforma. Si chiude quindi con un nulla di fatto l’evoluzione tecnologica della burocrazia italiana. Il sistema dei certificati medici online riguarda 18 milioni di lavoratori dipendenti pubblici e privati. E molti si chiedono perché mai il sistema non ha resistito e perché non è stato testato prima di dare l’ok. La sensazione è che il governo stia muovendo gli ultimi sforzi per accaparrarsi qualche consenso popolare, ma per troppa fretta il successo di pubblico si è trasformato in un nulla di fatta, con naturale brutta figura del ministro della Funzione Pubblica.

I call center sono stati presi d’assalto fin dalle prime ore di questa mattina, dopo che già dalla serata di ieri non era possibile collegarsi sul sito dell’Inps. “Questa mattina il sistema di trasmissione on line dei certificati medici è andato in tilt, non reggendo all’urto della marea di connessioni dovute all’entrata a regime della sanzione di licenziamento per i medici convenzionati”, ha dichiarato Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici e Nicola Preiti, coord. naz.le Fp Cgil Medici Medicina Generale. Per il sindacato i dati forniti dallo stesso Ministro sono incontrovertibili: l’obiettivo di 50 milioni di certificati on line l’anno è ancora oggi ben lontano. Secondo il Ministero risultano inviati on line 4 milioni di certificati in 10 mesi, meno del 10% su base annua. Eppure solo ieri il Ministro dichiarava “non posso che esprimere piena soddisfazione per i risultati raggiunti in questi mesi relativamente alla procedura di trasmissione online dei certificati di malattia dei dipendenti pubblici e privati. I dati Inps indicano infatti che, a 10 mesi dall’avvio del nuovo sistema, sono stati complessivamente inviati telematicamente quasi 4 milioni di documenti, di cui circa 400mila solo nell’ultima settima”.

Fortunatamente il rischio licenziamento per i medici che non ottemperavano a questo obbligo è passato, almeno per la giornata di oggi. “Cambiare l’inapplicabile e spropositato sistema sanzionatorio voluto dal Ministro Brunetta è un atto dovuto per mettere i medici in condizioni di lavorare al raggiungimento dell’obiettivo in condizioni di tranquillità e senza disagi per i cittadini.
Oggi il Ministro parla di “alleanza per l’innovazione” e si dice finalmente disponibile a quell’incontro con le OO.SS che ha sempre rifiutato. Meglio tardi che mai. Speriamo che si tratti di un effettivo cambio di politica e di metodo del Ministro. La nostra protesta continuerà fino a che non avremo atti concreti” ha sostenuto il segretario Massimo Cozza.

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