Scoperta record dal Vera Rubin Observatory. Un asteroide di dimensioni colossali, oltre 700 metri di diametro, sta attirando l’attenzione della comunità scientifica internazionale per una caratteristica senza precedenti: ruota su sé stesso in meno di due minuti, come una vera e propria trottola cosmica.
La scoperta arriva dal Vera Rubin Observatory, entrato in funzione nel giugno 2025, e apre nuove prospettive nello studio della dinamica degli asteroidi nel Sistema Solare.
Un record di rotazione mai osservato prima
L’asteroide, identificato come 2025 MN45, ha un diametro stimato di circa 710 metri e completa una rotazione in 1,88 minuti, stabilendo il record assoluto di velocità di rotazione mai misurato per un corpo di queste dimensioni. I dati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica The Astrophysical Journal Letters dal team guidato da Sarah Greenstreet del NOIRLab, centro di ricerca gestito dalla National Science Foundation.
Il ruolo chiave del Vera Rubin Observatory
Progettato per realizzare sequenze di immagini ad altissima risoluzione dell’intera volta celeste, il Vera Rubin Observatory è operativo da poco più di sei mesi ma ha già prodotto risultati di enorme valore scientifico. In poche settimane di osservazione sono stati individuati 2.103 asteroidi, di cui circa 1.900 mai osservati prima, consentendo agli astronomi di analizzare parametri finora difficili da misurare, come la velocità di rotazione.
Asteroidi “super veloci” e impatti cosmici
Tra gli oggetti individuati, 16 asteroidi presentano periodi di rotazione estremamente rapidi. Secondo i ricercatori, questa caratteristica potrebbe essere il risultato di impatti con altri corpi celesti, capaci di trasferire una grande quantità di energia rotazionale. Tuttavia, il caso di 2025 MN45 è particolarmente sorprendente.
Una struttura più solida del previsto
«Questo asteroide deve essere composto da un materiale estremamente resistente per restare integro mentre ruota così velocemente», spiega Greenstreet. Le analisi indicano che la sua forza coesiva è paragonabile a quella della roccia solida, un dato inatteso se si considera che molti asteroidi sono ritenuti “cumuli di macerie”, aggregati di frammenti tenuti insieme solo dalla gravità.
Uno sguardo al futuro dell’esplorazione spaziale
I risultati pubblicati rappresentano solo un’anticipazione del potenziale scientifico del Vera Rubin Observatory. Nei prossimi mesi prenderà il via la Legacy Survey of Space and Time, una campagna osservativa destinata a durare dieci anni, che produrrà una sorta di time-lapse ad altissima definizione dell’Universo. Un progetto che promette di rivoluzionare la conoscenza di asteroidi, galassie e fenomeni cosmici, offrendo nuovi strumenti per comprendere l’evoluzione del nostro Sistema Solare.



