Metropolitane: la nuova legge sul monitoraggio dell’aria

Un passo verso la tutela della salute negli ambienti sotterranei

La qualità dell’aria negli ambienti sotterranei delle metropolitane sta diventando un tema centrale nel dibattito sulla salute urbana e sulla sicurezza dei lavoratori. La proposta di legge A.C. 2395, attualmente all’esame della Camera dei Deputati, introduce un sistema organico di monitoraggio e controllo dell’aria nelle infrastrutture sotterranee delle ferrovie metropolitane. L’obiettivo è colmare un vuoto normativo che riguarda l’inquinamento indoor e rafforzare la tutela della salute pubblica nelle città.

Il provvedimento nasce dalla consapevolezza che milioni di cittadini utilizzano quotidianamente le metropolitane e che il personale tecnico e operativo vi trascorre periodi prolungati di lavoro. Per questo motivo diventa fondamentale conoscere con precisione la qualità dell’aria negli ambienti sotterranei e predisporre strumenti adeguati di controllo e prevenzione.

Il quadro normativo: la qualità dell’aria tra norme europee e italiane

La normativa italiana sulla qualità dell’aria è oggi regolata principalmente dal Decreto Legislativo 155 del 2010, che recepisce la direttiva europea 2008/50/CE. Questo sistema legislativo stabilisce i valori limite per diversi inquinanti atmosferici, tra cui il particolato PM10 e il biossido di azoto, e definisce i criteri per la valutazione e la gestione della qualità dell’aria sul territorio nazionale.

Tuttavia tale quadro normativo riguarda soprattutto l’aria esterna. Gli ambienti chiusi, e in particolare le infrastrutture sotterranee delle metropolitane, non sono disciplinati da una normativa organica a livello nazionale. La nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, la Direttiva UE 2024/2881, che gli Stati membri dovranno recepire entro dicembre 2026, rafforza ulteriormente i sistemi di monitoraggio ambientale ma continua a concentrarsi prevalentemente sull’aria outdoor.

Proprio questa lacuna normativa ha spinto alla presentazione della proposta di legge, che punta a introdurre strumenti specifici per il controllo della qualità dell’aria negli spazi sotterranei utilizzati dal trasporto pubblico urbano.

Perché l’aria delle metropolitane deve essere monitorata

Le stazioni e i tunnel delle metropolitane rappresentano ambienti complessi dal punto di vista ambientale. In questi spazi possono accumularsi particolato e altri inquinanti derivanti dall’attrito delle rotaie, dai sistemi di frenata dei treni e dalle attività tecniche legate alla gestione delle infrastrutture.

Sebbene la permanenza dei passeggeri sia generalmente limitata nel tempo, il personale di servizio lavora in questi ambienti per molte ore al giorno. Inoltre la ventilazione delle gallerie e delle stazioni può contribuire alla dispersione degli inquinanti anche verso l’esterno, influenzando la qualità dell’aria nelle aree urbane circostanti.

La proposta di legge riconosce quindi la necessità di un approccio sistematico alla misurazione degli inquinanti nelle metropolitane, introducendo strumenti di monitoraggio e procedure di intervento che permettano di individuare tempestivamente eventuali criticità.

Monitoraggio iniziale e classificazione delle aree a rischio

Uno dei passaggi più rilevanti della proposta di legge riguarda l’avvio di un monitoraggio straordinario della qualità dell’aria nelle zone sotterranee delle metropolitane. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge, i comuni dovranno avviare un programma di rilevazione della qualità dell’aria nelle stazioni e nei tunnel presenti sul proprio territorio.

Il monitoraggio avrà una durata di sei mesi e servirà a raccogliere dati sui livelli di particolato atmosferico e di altri inquinanti. Al termine di questa fase i comuni dovranno analizzare i risultati e classificare le aree sotterranee che presentano livelli di inquinamento superiori ai limiti previsti dalla normativa nazionale.

Queste zone verranno definite aree a rischio e dovranno essere oggetto di interventi specifici. I risultati delle misurazioni dovranno inoltre essere resi pubblici, attraverso la pubblicazione sui siti istituzionali degli enti locali, garantendo così trasparenza e accesso alle informazioni per i cittadini.

Monitoraggio permanente e strumenti automatici di controllo

Una volta individuate le aree a rischio, la proposta di legge introduce l’obbligo di installare sistemi automatici di monitoraggio permanente della qualità dell’aria. Questi strumenti dovranno misurare costantemente i livelli di particolato e di altri inquinanti presenti nelle zone sotterranee delle metropolitane.

Il monitoraggio continuo consentirà alle amministrazioni locali di disporre di dati aggiornati sulla qualità dell’aria e di intervenire rapidamente qualora vengano superati i valori limite stabiliti dalla normativa nazionale.

Questa impostazione rappresenta un passo importante verso l’introduzione di sistemi di gestione ambientale basati su dati in tempo reale, una pratica sempre più diffusa nelle strategie di smart city e nelle politiche di sostenibilità urbana.

Il piano triennale per migliorare la qualità dell’aria

Nel caso in cui il monitoraggio permanente evidenzi il superamento dei limiti di legge, i comuni dovranno adottare un piano triennale per la qualità dell’aria nelle aree a rischio.

Il piano dovrà individuare le principali fonti di emissione degli inquinanti e definire le misure tecniche e gestionali necessarie per ridurne la concentrazione. Tra gli obiettivi principali vi è quello di riportare i livelli di inquinamento entro i limiti previsti dalla normativa nazionale.

Un aspetto particolarmente significativo riguarda anche l’aria espulsa verso l’esterno dalle metropolitane attraverso i sistemi di ventilazione. La proposta di legge stabilisce infatti che la concentrazione degli inquinanti nell’aria emessa non debba superare il 20% dei valori limite stabiliti dal decreto legislativo sulla qualità dell’aria.

Trasparenza dei dati e informazione ai cittadini

La proposta di legge attribuisce grande importanza alla trasparenza delle informazioni ambientali. I dati sulla qualità dell’aria dovranno essere resi pubblici attraverso i siti internet dei comuni e potranno essere affissi anche presso gli ingressi delle stazioni della metropolitana.

Questa misura mira a rafforzare la consapevolezza dei cittadini sulle condizioni ambientali degli spazi pubblici e a favorire una maggiore responsabilità nella gestione delle infrastrutture urbane.

Verso una nuova cultura della qualità dell’aria urbana

La proposta di legge sul controllo della qualità dell’aria nelle metropolitane rappresenta un passo importante verso una maggiore attenzione agli ambienti indoor urbani. In un contesto in cui le città stanno affrontando sfide sempre più complesse legate alla sostenibilità e alla salute pubblica, il monitoraggio degli spazi sotterranei diventa un elemento strategico delle politiche ambientali.

L’introduzione di sistemi di rilevazione e controllo potrebbe contribuire a migliorare la sicurezza dei lavoratori, aumentare la trasparenza delle informazioni ambientali e favorire lo sviluppo di tecnologie avanzate per il monitoraggio dell’aria. In prospettiva, questo provvedimento potrebbe rappresentare un modello di riferimento per altre infrastrutture urbane, rafforzando il ruolo del monitoraggio ambientale come strumento fondamentale per la tutela della salute nelle città contemporanee.

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