Nuovo cavo INGV nel Mar Ionio per monitorare il mare profondo

A largo di Catania una nuova infrastruttura elettro-ottica per il monitoraggio in tempo reale del mare profondo


Si rafforzano le capacità italiane di osservazione del mare profondo grazie all’installazione di un nuovo cavo elettro-ottico sottomarino al largo di Catania, realizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nell’ambito del progetto PNRR ITINERIS. L’intervento rappresenta un avanzamento strategico per il monitoraggio continuo dell’ambiente marino nel Mediterraneo e per l’integrazione delle infrastrutture di ricerca italiane nelle reti europee di eccellenza.

Monitoraggio avanzato a 2000 metri di profondità

Il cavo, lungo circa 35 chilometri, collega la stazione a terra nel porto di Catania al sito Western Ionian Sea (WIS), situato a circa 2000 metri di profondità nel Mar Ionio occidentale. Il sito WIS è una piattaforma osservativa complessa e interconnessa, progettata per effettuare un monitoraggio multiparametrico e in tempo reale del fondale marino.

Gestita congiuntamente dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’infrastruttura è parte del consorzio europeo EMSO ERIC, punto di riferimento per l’osservazione multidisciplinare dei fondali e della colonna d’acqua.

Più dati e maggiore capacità di ricerca

Dotato di 24 fibre ottiche, il sistema consente la trasmissione in tempo reale di grandi quantità di dati provenienti dagli strumenti installati sul fondale, garantendo al contempo l’alimentazione elettrica degli osservatori. Il cavo, sviluppato da una partnership tra Elettra Tlc e MacArtney Italy, è progettato per supportare l’integrazione di nuovi sistemi di osservazione e per ampliare progressivamente l’area monitorata.

Un avanzato sistema di gestione e distribuzione dei dati permetterà l’accesso in tempo reale all’intera infrastruttura, favorendo la collaborazione tra diverse comunità scientifiche, dalla geofisica all’oceanografia fino alla biologia marina.

Ricerca interdisciplinare e tutela ambientale

Il potenziamento della connettività e delle capacità osservative apre nuove prospettive per studi interdisciplinari sempre più integrati, contribuendo alla comprensione dei processi che regolano ecosistemi ancora in gran parte inesplorati.

Come sottolineato dai responsabili del progetto, l’intervento consentirà di estendere la vita operativa dell’infrastruttura, attiva dai primi anni Duemila, di almeno altri vent’anni, garantendo continuità alle attività di ricerca e stabilità nel lungo periodo.

Un investimento strategico per il futuro

Il progetto PNRR ITINERIS si conferma così un esempio concreto di integrazione tra innovazione tecnologica e ricerca scientifica di eccellenza. Investire in infrastrutture di questo tipo significa rafforzare la capacità del Paese di monitorare i processi naturali e contribuire alla tutela dell’ambiente marino, in un’ottica sempre più internazionale e sostenibile.

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