Dalla valutazione del valore terapeutico alla medicina di precisione, il ruolo strategico delle politiche sanitarie secondo Robert Nisticò
Garantire l’accesso universale alle terapie innovative senza compromettere la sostenibilità del sistema sanitario rappresenta una delle sfide più complesse della sanità contemporanea. Il tema non riguarda soltanto il costo dei farmaci, ma il valore reale che queste cure sono in grado di generare per i pazienti e per la collettività.
A sollevare la questione è il presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Robert Nisticò, che sottolinea come farmacologia, etica, economia e regolazione siano oggi profondamente interconnesse. Le decisioni pubbliche in ambito sanitario non possono più essere lette in modo isolato, ma devono essere interpretate come parte di un sistema complesso che incide direttamente sulla salute dei cittadini.
Innovazione terapeutica in oncologia: progressi e criticità
Negli ultimi anni, il settore dell’oncologia ha registrato avanzamenti straordinari grazie allo sviluppo di immunoterapie, terapie target e trattamenti personalizzati. Si tratta di innovazioni che derivano da una crescente comprensione biologica delle malattie e da investimenti significativi nella ricerca scientifica, sia pubblica che privata.
Quando una scoperta scientifica si traduce in un miglioramento concreto della sopravvivenza o della qualità della vita dei pazienti, si è di fronte a un autentico progresso civile. Tuttavia, limitare il dibattito pubblico al solo costo dei farmaci rischia di fornire una visione parziale del problema. Il vero nodo è comprendere quale valore terapeutico producano queste innovazioni, per quali pazienti e in che modo possano essere rese accessibili in maniera equa e sostenibile.
Accesso alle cure e disuguaglianze globali
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, milioni di persone ogni anno muoiono a causa di patologie oncologiche e il numero dei nuovi casi è destinato ad aumentare, soprattutto nei Paesi con minori risorse per la prevenzione, la diagnosi precoce e l’accesso alle cure.
Il vero dilemma etico non è quindi l’esistenza di terapie innovative, ma il rischio che queste restino disponibili solo in contesti economicamente più forti. Nei sistemi sanitari pubblici basati sull’universalità, diventa fondamentale sviluppare strumenti capaci di governare l’innovazione in modo trasparente, rigoroso e sostenibile.
Prezzo dei farmaci e valutazione del valore terapeutico
Il processo di definizione del prezzo di un farmaco è estremamente articolato e si basa su valutazioni cliniche, terapeutiche, economiche e regolatorie. L’Agenzia Italiana del Farmaco svolge un ruolo centrale in questo percorso, analizzando una molteplicità di fattori per garantire equilibrio tra accesso e sostenibilità.
È però necessario riconoscere che non tutte le innovazioni terapeutiche hanno lo stesso impatto clinico. Non ogni progresso rappresenta una rivoluzione: distinguere tra benefici significativi e miglioramenti marginali è essenziale per allocare correttamente le risorse pubbliche.
Medicina di precisione e appropriatezza: la nuova frontiera
Accanto alla negoziazione economica, emerge con forza il tema dell’appropriatezza terapeutica. La medicina di precisione e la prescrittomica consentono oggi di individuare con maggiore accuratezza quali pazienti possono trarre il massimo beneficio da uno specifico trattamento, in quale fase della malattia e con quali modalità.
Somministrare il farmaco giusto al paziente giusto, nel momento giusto e con il corretto dosaggio rappresenta il livello più alto di efficienza clinica ed economica. In questo contesto, la personalizzazione della cura diventa anche uno strumento per ottimizzare la spesa sanitaria.
Dati, ricerca e governance: le leve per il futuro
Per rendere sostenibile questo modello, sono indispensabili infrastrutture solide: dati clinici affidabili, registri efficienti, interoperabilità dei sistemi informativi e capacità avanzate di analisi. Fondamentale è inoltre la collaborazione tra enti regolatori, comunità scientifica, clinici, centri di ricerca e associazioni dei pazienti.
Negli ultimi anni il termine “innovazione” è stato utilizzato con crescente frequenza. Tuttavia, come evidenzia Robert Nisticò, prima dell’innovazione deve esserci la capacità di orientarla e valutarla in modo intelligente, traducendola in benefici concreti per le persone.
Verso un equilibrio tra innovazione e sostenibilità
Il futuro della sanità passa dalla capacità di trovare un equilibrio tra progresso scientifico e sostenibilità economica. L’obiettivo non è limitare l’innovazione, ma governarla affinché possa diventare un diritto accessibile e non un privilegio.
In un contesto in cui le terapie avanzate rappresentano una speranza concreta per milioni di pazienti, la sfida è trasformare il valore scientifico in valore sociale, garantendo equità, efficacia e sostenibilità nel lungo periodo.



