Melanoma: parte lo studio sulla superimmunoterapia” pre-operatoria

Una nuova frontiera nella lotta al melanoma potrebbe arrivare dalla cosiddetta “superimmunoterapia”, un approccio innovativo che mira a potenziare il sistema immunitario prima dell’intervento chirurgico, aumentando le probabilità di eliminare il tumore e riducendo il rischio di recidive.

La nuova ricerca, coordinata dalla Fondazione Melanoma Onlus in collaborazione con la biotech canadese Medicenna, è stata presentata al congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) di Chicago dal professor Paolo Ascierto, tra i maggiori esperti internazionali nel trattamento del melanoma.

Cos’è la nuova “superimmunoterapia”

Al centro dello studio c’è MDNA11, una nuova molecola sviluppata in laboratorio a partire dall’Interleuchina-2 (IL-2), una proteina naturalmente presente nell’organismo che svolge un ruolo fondamentale nell’attivazione delle difese immunitarie.

Secondo gli esperti, la tradizionale IL-2 aveva mostrato in passato importanti limiti dovuti alla tossicità e alla scarsa selettività. MDNA11, invece, è stata progettata per colpire esclusivamente le cellule immunitarie più efficaci nella distruzione del tumore:

  • Linfociti T CD8+
  • Cellule Natural Killer (NK)

L’obiettivo è aumentare in modo significativo la capacità del sistema immunitario di riconoscere e attaccare le cellule tumorali, mantenendo al tempo stesso un profilo di sicurezza favorevole.

Perché il trattamento viene somministrato prima dell’intervento

Lo studio riguarda pazienti affetti da melanoma cutaneo in stadio III, una fase avanzata della malattia in cui il tumore è ancora operabile ma presenta un elevato rischio di ricomparsa.

Negli ultimi anni si è affermato il concetto di terapia neoadiuvante, ovvero la somministrazione dei farmaci prima dell’intervento chirurgico.

Questo approccio permette al sistema immunitario di “allenarsi” contro il tumore mentre la massa tumorale è ancora presente, sviluppando una risposta più efficace rispetto a quanto avviene quando la terapia viene somministrata solo dopo l’operazione.

Il problema della resistenza all’immunoterapia

Nonostante i notevoli progressi dell’immunoterapia, una quota significativa di pazienti continua a non rispondere completamente alle cure.

I dati più recenti indicano infatti che circa il 41% dei pazienti manifesta una resistenza parziale o totale ai trattamenti standard.

Una delle principali cause è rappresentata dai cosiddetti “tumori freddi”, tumori poco infiltrati dalle cellule immunitarie e quindi meno riconoscibili dalle difese dell’organismo.

MDNA11 è stata progettata proprio per trasformare questi tumori “freddi” in tumori più vulnerabili all’attacco immunitario, aumentando la presenza e l’attività delle cellule difensive all’interno della massa tumorale.

Lo studio Neo-Cyt

La sperimentazione clinica, denominata Neo-Cyt, coinvolgerà complessivamente 80 pazienti suddivisi in diversi gruppi di trattamento (bracci A, B, C e D).

L’obiettivo principale sarà verificare se l’aggiunta di MDNA11 alle terapie immunologiche già disponibili possa aumentare il numero di pazienti che ottengono una risposta completa al trattamento prima dell’intervento chirurgico.

Che cos’è il melanoma

Il melanoma è il tumore maligno che origina dai melanociti, le cellule responsabili della produzione della melanina, il pigmento che conferisce colore alla pelle.

Pur rappresentando una quota relativamente limitata dei tumori cutanei, il melanoma è la forma più aggressiva di cancro della pelle per la sua capacità di diffondersi rapidamente ad altri organi.

In Italia vengono diagnosticati ogni anno oltre 15.000 nuovi casi.

Le principali forme di melanoma

Melanoma superficiale diffuso

È la forma più frequente e rappresenta circa il 70% dei casi. Si sviluppa inizialmente sulla superficie della pelle e tende a crescere lentamente prima di infiltrare i tessuti più profondi.

Melanoma nodulare

È una delle forme più aggressive. Cresce rapidamente in profondità e presenta un elevato rischio di metastasi precoci.

Melanoma lentigginoso acrale

Colpisce prevalentemente palmi delle mani, piante dei piedi e area sotto le unghie. È più frequente nelle persone con pelle scura.

Melanoma lentigo maligna

Compare soprattutto nelle persone anziane e nelle aree della pelle maggiormente esposte al sole, come volto e collo.

Melanoma mucosale

Forma rara che interessa le mucose di bocca, naso, apparato genitale o tratto gastrointestinale.

Melanoma oculare

Origina all’interno dell’occhio e rappresenta la forma più comune di melanoma non cutaneo.

Diagnosi precoce e prevenzione

La diagnosi precoce resta l’arma più efficace contro il melanoma. Gli specialisti raccomandano controlli dermatologici periodici e l’osservazione dei nei seguendo la regola dell’ABCDE:

  • Asimmetria
  • Bordi irregolari
  • Colore non uniforme
  • Dimensioni superiori a 6 mm
  • Evoluzione nel tempo

L’utilizzo di protezioni solari adeguate e la riduzione dell’esposizione ai raggi UV rappresentano inoltre strumenti fondamentali per ridurre il rischio di sviluppare la malattia.

L’avvio dello studio Neo-Cyt rappresenta un importante passo avanti nella medicina personalizzata e nell’immunoterapia oncologica, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente le prospettive di cura dei pazienti affetti da melanoma avanzato.

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