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ROMA – La politica romana si ribalta e il centro sinistra avanza.  Così si potrebbe definire, tirando le somme, il risultato emerso nei municipi della capitale. Su quindici, infatti, 14 hanno registrato un netto vantaggio dei candidati progressisti su quelli del centro destra; 13 andranno comunque al ballottaggio il  9 e 10 giugno, mentre solo la candidata del PD  Cristina Maltese, passa a Monteverde con il primo turno.

Un epilogo molto diverso rispetto ai risultati di cinque anni fa, quando la destra si aggiudicò ben 8 circoscrizioni e ora regge solo sul XV municipio con Gianni Giacomini. D’altra parte questa zona che parte dalla Portuense e arriva a Ponte Galeria passando per la Magliana e il Trullo è da parecchi anni ritenuta una roccaforte del Pdl. Il resto, invece, è una conquista totale del centro sinistra, che supera anche la più rosea aspettativa. Anzi, stravolge le tante ipotesi decantate.

Di certo il malcontento nella capitale era palpabile  da parecchi mesi. I  19 candidati sindaco ne sono stati la prova inconfutabile delle divisioni che hanno contraddistinto la capitale, mettendo in luce le tante, forse troppe diversità di vedute capaci di trovare un comune denominatore per dare una svolta positiva alla città più popolata d’Italia, che di problemi ne incarna fin troppi.
Invece, bisogna ammettere, che il centro sinistra a differenza di quanto qualcuno ha erroneamente azzardato, è stat presente sul territorio. Insomma, i suoi militanti si sono fatti sentire, hanno lavorato bene in questi anni riuscendo ad intercettare non solo l’elettorato di sempre, ma probabilmente anche quella parte dissidente che alle politiche aveva preferito dare un voto di protesta al movimento 5 stelle, rivelatosi poi deludente sotto l’aspetto del confronto istituzionale.
 
Così, nonostante bisognerà attendere il ballottaggio per il prossimo 9 e 10 giugno, i cittadini romani hanno dato con chiarezza un segnale che racchiude la voglia di un cambiamento. Perfino da quelle periferie  che negli ultimi anni hanno conosciuto un selvaggia speculazione edilizia, e un conseguente stato di abbandono sociale hanno cambiato completamente rotta. Parliamo degli stessi quartieri di cui spesso si è parlato nelle colonne della nera  e che hanno provocato tra gli abitanti segni di intolleranza, tanto che Gianni  Alemanno raccolse quel malcontento cinque anni fa attraverso una campagna che puntava a garantire una maggiore sicurezza pubblica proprio in questi luoghi spesso dimenticati. Una promessa che alla luce dei fatti non ha avuto l’esito aspettato, se pensiamo ai 35 omicidi che nel 2011  si sono consumati nella capitale con una frequenza davvero inquietante.

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