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ROMA – Certezze per il personale precario della Sanità nel Lazio, altrimenti porranno in essere tutte le iniziative di protesta necessarie, compresa la mobilitazione generale del personale del comparto sanitario regionale. È quanto affermano i sindacati in una nota.

I sindacati infatti ricordano  che il 7 agosto del 2013 risultavano 2.615 precari nella sanità del Lazio, di cui circa 900 medici, 1.500 tra infermieri, tecnici sanitari ecc, 160 dirigenti sanitarie e amministrativi e, infine, un 2,5% di precari con qualifica imprecisata. Questi numeri sono i risultati della rilevazione a cura delle aziende del Servizio sanitario Regionale svolta dalla Regione Lazio, ma, affermano le organizzazioni sindacali, si tratta di «dati non certi né definitivi, anche perché non possono esserci precari privi di qualifica e comunque per le sigle sindacali sottostimati rispetto la realtà».

«Il blocco del turnover, persistente ormai da anni – proseguono – ha causato nella nostra Regione la mancata sostituzione di oltre 7.000 operatori della Sanità che a vario titolo sono cessati dal servizio senza essere mai sostituiti. Se il blocco delle assunzioni da un lato, potrebbe far pensare ad un contenimeto dei costi del personale, dall`altro invece ha sicuramente comportato l`aumento dell`acquisto di beni e servizi dall`esterno per garantire i livelli essenziali di assistenza e il diffondersi di larghe fasce di precariato (esternalizzati ed interinali)». Al 31 dicembre 2013 «scadrà l`ennesima proroga dei contratti a termine di questi insostituibili lavoratori che nel caso non fossero rinnovati comporterebbero la sospensione dei LEA e l`interruzione di servizi essenziali per i cittadini laziali».

«Non è più possibile accettare tale situazione che vede coinvolte migliaia di persone e chiediamo alla Regione che si proceda all`immediata proroga dei contratti dei dipendenti interessati e che si concretizzino le procedure di stabilizzazione degli stessi. Tale personale, pur vivendo nella costante incertezza occupazionale risultante dalla mancanza di governance del settore e di politiche regionali che nel corso del tempo sono andate nella direzione di scarsa programmazione, tagli indiscriminati e aumento esponenziale dei costi per l`acquisto di beni e servizi, continua a sostenere l`erogazione dei servizi sanitari pubblici ai cittadini con dedizione e professionalità».

In tale ottica i segretari generali Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Biserna hanno chiesto formalmente ai direttori Generali di tutte le aziende sanitarie ed ospedaliere del Lazio «di produrre una reale mappatura del personale in servizio all`interno delle strutture sanitarie pubbliche chiedendo di certificarne la reale dislocazione nei servizi. E` evidente che se tali dati non dovessero pervenire in tempi brevi, e la Regione non incontri iimmediatamente le OO.SS. per affrontare nel concreto questa drammatica problematica, Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl, porranno in essere tutte le iniziative di protesta necessarie, compresa la mobilitazione generale del personale del comparto sanitario regionale».

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