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ROMA – Ci vorrebbero 365 giorni di giornate mondiali contro la violenza sulle donne. Non solo per non dimenticare le vittime di un fenomeno aberrante e vergognoso, ma soprattutto per discutere e prevenire questi episodi attraverso la cultura del rispetto e contro ogni forma di violenza.

Basta osservare i drammatici numeri diffusi dall’Istat: 4 milioni di donne hanno subito violenza nel 2012, 5 milioni sono state vittime di abusi sessuali e 124 sono state uccise dai loro ex compagni o mariti. 

Qualche giorno fa a Roma una prostituta è stata sequestrata da 3 uomini che hanno abusato di lei per ore e poi  l’hanno letteralmente scaraventata fuori dall’auto. Una ferocia davvero inaudita a cui sembra addirittura difficile credere. Invece, succede.  Ancora più atroce la denuncia di oggi di una ragazzina originaria di Molfetta di appena 14 anni, la quale ha dovuto subire per lungo tempo ogni sorta di violenze da parte di un “branco” formato da 10 ragazzi, 4 dei quali maggiorenni ora agli arresti.

Tutto è nato per uno scherzo di un’amica che ha creato a  insaputa della vittima un profilo Facebook  precisando che la stessa sarebbe stata disposta “proprio a tutto”. Un particolare che non è sfuggito al branco, tutti tra i sedici e i 24 anni, i quali hanno preso di mira la giovane dando inizio a ripetute violenze e minacce. Il primo stupro di gruppo si sarebbe consumato addirittura nell’aprile del 2012 in un anfiteatro a Molfetta, dove i dieci avrebbero ripetutamente abusato di lei. Le minacce e la paura erano diventate una costante per la giovane vittima, la quale solo in un secondo momento ha trovato le forze e il coraggio di denunciare quanto stava subendo.

“I ragazzi non si rendono conto della portata delle conseguenze”, ha detto il giudice commentando la sentenza che ha portato agli arresti quattro di loro, mentre un quinto è indagato e gli altri componenti restano ancora da identificare. Ma le violenze non finiscono in questa ricorrenza particolare.  Ancora una volta a farne le spese una minorenne di appena 13 anni, obbligata dalla madre con la complicità del marito  a prostituirsi con un amico di famiglia di 60 anni in cambio di denaro e regali. La coppia di coniugi è stata arrestata questa mattina dai Carabinieri di Salerno, assieme all’anziano che avrebbe consumato i rapporti con la ragazzina. E sempre oggi la notizia di una ragazza 16enne della provincia di Venezia che dopo due settimane ha avuto il coraggio di denunciare la violenza sessuale ad opera di un uomo che prima l’avrebbe stordita con della droga per poi successivamente abusare di lei.

Stando al racconto della vittima i due avevano trascorso la serata assieme, ma poi in preda allo “sballo” lui l’avrebbe condotta nella sua camera d’albergo. Un attimo di lucidità e la ragazza si sarebbe trovata bloccata nel letto, nuda, mentre l’uomo abusava di lei. Insomma, episodi da dimenticare in una giornata il cui unico scopo era quello di non dimenticare gli abusi, i danni fisici e sessuali e le sofferenze che queste povere vittime si porteranno fino alla morte.  

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