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ROMA – Aumentano i crediti in sofferenza, continuano a scendere i prestiti a famiglie e imprese e sorprende, in negativo, l’andamento della produzione industriale che continua la fuga verso il basso, meno 3 per cento rispetto allo scorso anno. Con i numeri diffusi oggi da Istat e Bankitalia è davvero difficile credere a chi annuncia che la ripresa è dietro l’angolo.

Istat. In calo la produzione industriale

Secondo i dati Istat nel mese di dicembre 2013 l’indice della produzione industriale è diminuito dello 0,9% rispetto a novembre. Peggio ha fatto la media dell’intero anno 2013. La produzione è infatti scesa del 3,0% rispetto all’anno precedente. Sempre rispetto all’anno precedente l’unica variazione positiva è arrivata dal comparto dei beni intermedi (+5,6%). Segno meno per i beni strumentali (-5,6%), l’energia (-3,2%) e, in misura più contenuta, i beni di consumo (-1,0%).

Bankitalia. Giù impieghi e su le sofferenze

La Banca d’Italia ha diffuso oggi il Supplemento al Bollettino statistico su ‘Indicatori monetari e finanziari’ contenenti i dati principali riguardanti i bilanci bancari nel 2013. E non sono dati rassicuranti. Dalla parte delle fonti le banche accusano rallentamenti consistenti per depositi ed obbligazioni. A dicembre il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è infatti risultato pari al 2,3 per cento contro il 6,1 per cento di novembre mentre la raccolta obbligazionaria è diminuita dell’8,3 per cento sui dodici mesi, era -7,3 per cento a novembre.

Banche. Per gli impieghi continua il crollo

Per gli impieghi si può cominciare a parlare di crollo perenne, i prestiti al settore privato fanno segnare meno 3,8 per cento su base annua, era -4,3 per cento a novembre. Nell’anno i prestiti alle famiglie sono scesi dell’1,2 per cento, quelli alle società non finanziarie del 5,3 per cento.

Banche. Crediti insofferenza a livelli record

Le sofferenze bancarie arrivano a far registrare livelli record nel mese di dicembre 2013. Secondo gli uomini di Via Nazionale il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze è risultato pari al 24,6 per cento, era 22,7 per cento a novembre. Il totale dei prestiti in sofferenza ammonterebbe quindi alla cifra astronomica di circa 155 miliardi di euro contro i circa 149 miliardi del mese precedente. Spaventoso anche l’andamento annuale con le sofferenze che da inizio 2013 sono aumentate di oltre 30 miliardi di euro. A fine dicembre 2012 si attestavano infatti a circa 125 miliardi di euro.

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