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ROMA – Lavoro e crescita sono, in questo momento, le due priorità dell’Italia e dell’Europa. Un obiettivo da perseguire congiuntamente e concetto ribadito anche oggi nell’incontro tra il premier Renzi e il presidente francese Francois Hollande. 

L’Unione Europea “non è ancora percepita come un’opportunità per la crescita e l’occupazione”, ha esordito il presidente Hollande nella conferenza stampa congiunta assieme a Renzi. “Adesso dobbiamo fare in modo che la prossima tappa riguardi la crescita e l’occupazione”, in particola modo quella giovanile, ha aggiunto il capo dello Stato francese. Si legge una volontà comune nei due leader: “Le scelte di Renzi e le mie – ha aggiunto Hollande – hanno molti punti in comune. Siamo un Paese membro dell’Ue e dobbiamo tutti rispettare gli impegni che abbiamo preso. C’è un quadro e ci sono delle regole e dobbiamo collaborare perché ci sia stabilità e perché l’euro venga riconosciuto come una moneta solida ed è già così”. “Siamo fra le monete più solide e robuste al mondo – ha aggiunto Hollande – ma questo presuppone che gli Stati membri rispettino un certo numero di regole ed è quello che stiamo facendo”. Il presidente francese ha quindi riconosciuto che l’Italia “ha da anni un avanzo primario, avrei voluto dire la stessa cosa per la Francia, invece noi siamo in disavanzo”. “Da due anni – ha quindi riconosciuto il capo di Stato rendendo omaggio a Monti e a Letta – ho sempre trovato nell’Italia un partner per andare in questa direzione dell’Europa per la crescita”. Ma per Hollande, Renzi “arriva in un momento essenziale”, alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. Un momento in cui è possibile costruire una nuova Europa che “corrisponda il più possibile alle nostre aspirazioni” che sia un’Europa che possa “garantire la sicurezza”, la “libera circolazione delle merci e delle persone” e sia uno “spazio politico fondato su diritto e democrazia”. Una linea condivisa da Renzi: “Possiamo e dobbiamo cambiare l’Europa insieme, è la prima sfida che dobbiamo avere nei prossimi mesi e anni”. Quanto al rispetto della linea del rigore economico, “credo – ha chiarito il premier – ci sia condivisione, senza bisogno che nessuno cambi idea, sul fatto che i vincoli e i limiti vanno rispettati ed è compito e responsabilità della politica e delle nuova Commissione europea – ha sottolineato – ridurre lo spread non economico e finanziario ma tra cittadini e istituzioni europee”. Perché, Renzi ne è convinto, “potremo avere più euro in tasca se avremo più Europa nelle nostre istituzioni e nella nostra politica. Più Europa ci sarà e più soldi avremo, specie per il ceto medio, che più ha sofferto con questa crisi”.

Poi, guardando all’Italia, Renzi aggiunge: “Nessun tetto o vincolo sarà sforato”, ma “dobbiamo riflettere su come l’Europa ci aiuta a insistere sulla crescita e sulla lotta alla disoccupazione giovanile”. “Quando parlo di patto di stabilità parlo del patto di stabilità interno, cambieremo il patto di stabilità interno perché impedisce ai comuni ci spendere soldi per le scuole”, ha chiarito. “L’Italia deve rispettare i vincoli non perché ha firmato accordi in Europa o perché lo chiedono Hollande o la Merkel. L’Italia deve rispettare il piano di rientro sul debito pubblico perché lo deve ai propri figli”.

Lunedì prossimo Renzi incontrerà Angela Merkel. Un colloquio assai impegnativo, nonostante l’apertura del cancelliere tedesco al suo programma di riforme. 

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