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ROMA – A poche ore da diventare ufficialmente una persona privata della libertà, condannato per frode fiscale, Silvio Berlusconi, ex cavaliere della Repubblica, ex parlamentare della Repubblica si è recato a Palazzo Chigi ed ha incontrato nel suo appartamento il presidente del Consiglio Matteo Renzi per confermare, magari con qualche limatura il patto sottoscritto al Nazareno.

Ovviamente, niente è stato lasciato trapelare. I cronisti si possono sbizzarrire. Una cosa è certa. Il pregiudicato ha voluto far capire che servizi domiciliari o meno, lui è ancora in gioco, tiene il pallino nelle mani e i voti che possono essere necessari per approvare quel brutto pasticcio che è la “riforma” del Senato. Insomma, con questo gesto eclatante, cui Renzi ha fatto da sponda, se qualcuno aveva ancora dei dubbi, Berlusconi è tornato a galleggiare. Proprio mentre Forza Italia si stava dissolvendo, difficile anche trovare candidati per le elezioni europee, il premier che è anche segretario del Pd, ha di nuovo tirato in salvo il pregiudicato dalle acque torbide, limacciose dove stava annaspando. Da Palazzo Chigi l’ex cavaliere ha gettato uno sguardo sul Paese. Impedito a nuovi attacchi ai magistrati di sinistra, umiliato dal dover “servire” il Paese, non da Arcore, ma dando una mano a qualche poveraccio che ha bisogno di assistenza sociale, ha voluto dimostrare che è ancora lui a dettar legge.

Noi pensiamo che in un Paese normale un pregiudicato, in procinto di iniziare a scontare la pena, con grande ritardo, dovrebbe avere il pudore di non varcare il cancello di Palazzo Chigi e l’inquilino di tale Palazzo dovrebbe avere il buon gusto, diciamo così per non dire peggio, di non ricevere pregiudicati con cui discutere le riforme della Costituzione. Tanto più se si tratta di una persona che ha commesso uno dei più torbidi reati contro lo Stato. Per dirla in parole povere pensiamo si tratti di una vergogna, un vulnus per la democrazia, già duramente colpita. Ancora più grave che protagonista, dall’ex cavaliere ci si può aspettare di tutto, di questo squallido episodio sia un premier non di destra, ma un segretario del Pd, un partito che aderisce al Partito dei socialisti e democratici europei. Di sinistra cioè. Oggi si usa dire che la sinistra deve superare, rompere vecchi schemi, , farsi “moderna”. Lo dicono anche esponenti della stessa sinistra. Noi vorremmo che qualcuno ci spiegasse quali sono questi schemi da rompere. Speriamo che fra questi tabù da superare non vi sia anche l’etica della politica. Non si tratta di moralismo come vogliono far credere tanti che hanno la coscienza sporca. Ma è proprio quella “questione morale” di cui parlava Enrico Berlinguer, la vera grande riforma, la madre di tutte le riforme di cui questo Paese ha bisogno.

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