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ROMA – Continua a diminuire il numero dei nascituri  rispetto al 2012 (-19.878, pari a -3,7%), seguendo un andamento già registrato a partire dal 2009. Il calo si registra in tutte le ripartizioni in misura piuttosto uniforme e principalmente nelle regioni del Nord-est e delle Isole (-4,1%). È quanto si legge nel Bilancio demografico nazionale dell’Istat per il 2013.

Si conferma così la tendenza alla diminuzione delle nascite già osservata negli anni 2009-2012: sono circa 64mila in meno i nati negli ultimi cinque anni. La concomitanza tra la fase di crisi economica e la diminuzione delle nascite, che colpisce particolarmente la componente giovane della popolazione (ravvisabile in quasi tutti i paesi europei) fa presumere una relazione di causa-effetto tra i due fenomeni, anche se non è possibile stabilirne con certezza il legame causale. Lo stesso è avvenuto per la diminuzione dei matrimoni, registrata proprio negli ultimi quattro anni. Nel nostro Paese, gli effetti della sfavorevole congiuntura economica sulla natalità vanno a sommarsi a quelli strutturali dovuti alle importanti modificazioni della popolazione femminile in età feconda. Con l’uscita dall’età feconda delle generazioni più numerose, si registra una progressiva riduzione delle potenziali madri, dovuta al prolungato calo delle nascite iniziato all’incirca a metà anni ’70, con effetti che si attendono ancora più rilevanti in futuro. 

Anche il contributo positivo alla natalità generato dalle donne straniere mostra i primi segnali di stasi. Infatti, se l’incremento registrato negli anni precedenti era dovuto principalmente alle donne straniere, nel 2013 il numero di bambini stranieri nati in Italia, pari a 77.705, si riduce in valore assoluto (2.189 bambini in meno rispetto all’anno precedente), pur continuando a crescere in termini di incidenza percentuale (15,1% dei nati sono generati da entrambi i genitori stranieri),). La crescita dei nati stranieri era stata particolarmente rilevante nel corso degli anni precedenti, passando dal 4,8% del 2000 (quasi 30 mila) al 14,9% del 2012 (quasi 80 mila) . Le nascite di bambini stranieri si concentrano nelle regioni ove la presenza straniera è più spiccata. Nel Nord-est (21,9%) e nel Nord-ovest (21,6%) ogni cinque nati uno è cittadino straniero. Nelle regioni del Centro la percentuale è pari al 17,4% mentre nel Sud e nelle Isole è intorno al 5%. La regione che presenta l’incidenza più elevata di nati stranieri sul totale dei nati è l’Emilia Romagna, dove è straniero un nato ogni quattro (24,6%). Il tasso di natalità è pari all’8,5% per mille, varia da un minimo di 7 nati per mille abitanti in Liguria a un massimo di 10,3 per mille nella provincia autonoma di Bolzano. Per gli stranieri il tasso di natalità varia dagli 11 nati stranieri ogni mille stranieri residenti della Sardegna ai 18,6 della Lombardia.

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