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ROMA – L’accordo Alitalia Etihad non convince. Da una parte il piano industriale prevede l’aumento dei voli intercontinentali, dall’altro i tagli restano. Uiltrasporti Naviganti, Anpac, Avia e Anpav hanno addirittura scritto una missiva all’amministratore delegato di Etihad, James Hogan, chiedendo – come maggiori rappresentanti di piloti e assistenti di volo – di trovare alternative credibili. 

E poi al governo e a i sindacati chiedono di intervenire sul tema  doloroso  degli esuberi: «realizzi in tempi breve quelle proposte di un ufficio di ricollocamento della »Gente dell’aria« che permetta una gestione attiva di quelle che sono e restano risorse altamente professionalizzate per una azienda sana e per il nostro Paese», scrivono i rappresentanti. Ma non è tutto. «Siamo pronti – continua la lettera –  a sottoscrivere immediatamente un blocco di tre anni di tutte le dinamiche contrattuali impegnandoci per la pari durata di piano alla ‘pace sociale’ con la rinunzia ad azioni di rivendicazione».  «È un’ offerta sontuosa – si legge- considerando che i contratti sono scaduti da tempo e che i dipendenti non avrebbero quindi incrementi salariali per un totale di ben dieci anni. È un’offerta di prospettiva che guarda al futuro e ad un progetto ambizioso che solo un partner capace può realizzare».

Al momento non risulta sia pervenuta nessuna risposta. Di certo il sindacato autonomo Usb – come annunciato dal segretario nazionale del trasporto aereo Usb, Andrea Cavola, al termine del tavolo di confronto con l’azienda e il governo –  ha confermato lo sciopero del 20 luglio prossimo nel trasporto aereo, in attesa di una conclusione positiva della vertenza sui 2.251 esuberi in Alitalia. «Confermiamo lo sciopero del 20 luglio – ha detto Cavola – ma auspichiamo che nei prossimi giorni la trattativa porti alle condizioni di una revoca. Abbiamo chiesto – ha aggiunto – che il governo riesca a ricollocare gli esuberi in azienda o quantomeno all’interno del settore del trasporto aereo».  Il confronto con l’Usb e le associazioni professionali Anpac, Anpav e Avia, riprenderà domani alle 11,30.

Anche la società Adr precisa che non esiste nessuna  ipotesi di ricollocamento in Adr di alcuni esuberi Alitalia, com’era stato ventilato. «Con riferimento a quanto riportato da alcune agenzie di stampa, relativamente a un eventuale ricollocamento di alcuni esuberi Alitalia all’interno di Adr, la società chiarisce che nessuna ipotesi in tal senso – si legge in una nota – è stata mai presa in considerazione. Adr comunque conferma il potenziamento della struttura organizzativa in coerenza con il piano di sviluppo e il miglioramento della qualità dell’aeroporto di Fiumicino. L’azienda, inoltre, sottolinea che non intende attivare canali preferenziali e discriminatori di assunzione».  

Nel frattempo Carlo Messina, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo mette le mani avanti: Se non si arriverà a un accordo su Alitalia  sarà responsabilità non del nostro istituto, ma di qualche altra controparte che sta a questo tavolo. Io non guido l’agenda, ma penso – ha sottolineato, facendo riferimento alla deadline indicata dal ministro Maurizio Lupi per venerdì – che la scadenza posta da Etihad riguardi le prossime settimane e che quindi sarà inevitabile un’accelerazione».  

 

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