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ROMA – Il premier Matteo Renzi, dopo aver incontrato Mario Draghi e Giorgio  Napolitano punta verso il Sud Italia, questa volta senza camper,  visto che è nella sua agenda ufficiale di Presidente del Consiglio. Un viaggio, che somiglia sempre più a un tour propagandistico,  durante il quale il premier vorrebbe elargire ottimismo e incutere fiducia.

A chi, non è dato a sapere, visto che non incontrerà i diseredati, i cassaintegrati, i cosiddetti esodati in stile Fornero o semplicemente tutti quei lavoratori che arrivano faticosamente a metà del mese arrancando al passo del leopardo. 

Non è un caso che inizi il suo tour meridionale visitando la K4A (Knowledge for Aviation), una società per azioni che opera nel settore aeronautico nel quartiere di Ponticelli a Napoli. Ci vuole poco a capire che siamo in una delle pochissime eccellenze tecnologiche presenti nel territorio nazionale, che, guarda caso,  fornisce perfino alla Cina i suoi elicotteri ultraleggeri. Ma forse il premier non lo sapeva visto che ha perfino avuto l’azzardo di dire, quasi avesse scoperto l’acqua calda, che “La crescita non si fa abbassando i salari”. Ma va?

Ma non è tutto Renzi torna a parlare pure di ripresa. E non è affatto una battuta ironica. Tira in ballo l’intera Eurozona confrontando addirittura i  dati del pil di Francia e Germania per poi precisare: “Questo non significa che l’Italia sta meglio però, ad esempio, la produzione industriale italiana nel giugno 2014 è stata +0,9% mentre la produzione industriale europea ha avuto il segno meno. Il dato tendenziale italiano è +0,4 mentre in Europa è 0 . Quindi  ci sono segnali che vedono l’Italia  non andare peggio del resto dell’Europa, ma l’Italia ha spazi di miglioramento perchè non ha completato il processo di riforme che noi stessi abbiamo deciso essere fondamentali”.

Parole testuali a cui probabilmente qualcuno ancora finge di credere.  I dati, nel frattempo, quelli dell’economia reale, quella spicciola, ma autentica, quella di cui gli economisti non parlano per non essere smentiti,  parlano chiaro.  Non ultima quella dei dati della Cgia di Mestre che parla dell’indebitamento dei cittadini, con ‘passivi’ accumulati con le banche e gli istituti creditizi pari a 496,5 miliardi di euro. 

E così può succedere, come riferisce il deputato di Sel Arturo Scotto, che “mentre l’Unione Europea ci dice che l’Italia rischia di perdere 41 miliardi di fondi europei della programmazione 2014-2020, la strana coppia Alfano&Renzi continua a discettare tranquillamente di abolizione dell’articolo 18, di gufi da allontanare e ‘vu cumprà da limitarè’.  “Napoli, Reggio Calabria, Lampedusa – prosegue il capogruppo di Sel – : le tappe ferragostane del governo non fermano la marea di luoghi comuni che vengono contrabbandati per innovazioni”.

«Renzi  – dice Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – oltre ad essere presente ad ogni ora in televisione, adesso gira anche come una trottola il bel paese. Con questa frenetica attività di marketing Renzi cerca di nascondere una cosa molto semplice e cioè che il suo è un girare a vuoto, che il suo fallimento sul terreno dell’economia è totale. Questo per un motivo molto semplice: Renzi continua ad obbedire come un soldatino a Draghi ed a praticare le politiche che ci hanno portato alla crisi ed alla crescita abnorme del Debito Pubblico. Non a caso l’unico record Renzi l’ha fatto sul Debito”.

Insomma siamo al solito teatrino a cui ci hanno furbescamente abituato: quando si raggiunge l’apice istituzionale si perdono di vista i veri problemi.

 

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