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ROMA – E’ terminata l’estenuante “vicenda” della Groundcare spa in e.p. con l’acquisizione dei compendi aziendali,  oggetto di vendita fallimentare, da parte della società Aviation Services, fornitore di servizi di handling  già presente nell’aeroporto romano dal 2009.

Detta cosi, dagli addetti ai lavori, si dovrebbe tirare un sospiro di sollievo e, a pensarla come “qualcuno” sufficientemente soddisfatto, si potrebbe affermare: Victoria in manibus nostris est, come, tra l’altro,  ha lasciato intendere, in una comunicazione interna ed una indirizzata alle OO.SS., il Management della neo più grande società dello scalo di Fiumicino e Ciampino.

Ma di vittorie, ahimè,  non c’è traccia, sulla strada della mobilità, anticamera dell’espulsione dal mondo del lavoro, sono finiti più di 220 dipendenti della decotta e fallita ex società aeroportuale, a i quali  va tutta la nostra solidarietà, considerata la scarsità di interventi degli spettatori malinconici quali ADR e ENAC, i soggetti più autorevoli ,  competenti e responsabili del dramma aeroportuale.

Ciò nonostante,  nulla da eccepire, finora,  nei confronti della società Aviation Services,  a cui va tutto il nostro rispetto, se non altro,  per aver concorso ed essersi aggiudicata la partita, con un rischio d’impresa non certamente modesto.

Ai 400 lavoratori attualmente in forza, ai quali  la sorte è stata più favorevole, è prevista l’assunzione nella suddetta società subentrante, così distribuita:  solo per alcune centinaia si propone come FTE (full time equivalent) e per gli altri come Part Time, ai restanti 229 non resta che aspettare l’ufficializzazione di accordi che consentiranno di sottoporre loro la stessa proposta dei primi, ma scaglionata in tre periodi  diversi (da qui a circa quattro mesi).

Cosa insolita e assolutamente deprecabile, però, se si pensa che tutto passa anche grazie ad una negoziazione sindacale di CGIL CISL UIL UGL conclusasi con una riduzione di più del 15% sulle future retribuzioni di ogni dipendente assorbito, al quale verrà applicato anche uno taglio sull’anzianità riconosciuta (sembra un contributo, a fondo perduto,  pari a un deposito cauzionale).

Sono stati pubblicati diversi articoli sul caso in questione e sono rimasto colpito di come parte della stampa di questo Paese riesca ad essere così cinicamente superficiale e poco dettagliata, tanto da pubblicare drammi e sconfitte della politica e delle istituzioni, del sindacato e di un sistema industriale che non regge più,  come se fosse mera cronaca locale da raccontare ad un ampio pubblico poco interessato al caso.

In aeroporto i drammi si susseguono da circa una decina di anni:  dalla svolta storica datata 2000 di Aeroporti di Roma,  da cui provengono tutti o quasi i dipendenti della ex Groundcare  con la creazione di società e successive dismissioni di asset e dipendenti, alla nota storia dell’ ex compagnia di bandiera Alitalia portata al fallimento, depauperata e svenduta al peggior offerente. Attraverso l’operazione Fenice,  si ponevano  in CIGS e mobilità circa 5000 persone tra il  2008 e il 2009, fino ai giorni nostri in cui la scelta obbligata di vendere il 49% alla compagnia araba Ethiad ha portato all’espulsione di altre 1600 dipendenti.

Il prezzo di tutto ciò lo hanno pagato, e continueranno a pagarlo, i contribuenti italiani di cui fanno parte, ironia della sorte, anche gli stessi lavoratori e le lavoratrici del polo industriale più ricco del centro Italia.

Dopo averci rimesso dignità e posto di lavoro, essi si sono addirittura sentiti accusare dagli organi di stampa, nel mezzo delle campagne elettorali più spietate,  di essere oltretutto dei privilegiati!!

Che la politica debba rivedere i sistemi e le regole del gioco, al fine di evitare il tragico abbassamento dei livelli  occupazionali, lo condividiamo tutti, ma ora forse,  è il caso di passare ai fatti, quelli veri,  anche in previsione delle ingenti somme di denaro i titolo di investimenti che l’aeroporto si appresta a ricevere.

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