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ROMA –  Nastro d’Argento a Triangle, nella sezione cinema del reale, il documentario della regista  Costanza Quatriglio. Donne vittime del lavoro, che ci fanno riflettere, a pochi giorni dall’8 Marzo, sul dramma  esistenziale di chi sa di non avere alcun diritto.

Le operaie tessili di Barletta morte sotto le macerie di un maglificio crollato nel 2011 e le 146 operaie morte cento anni prima nell’incendio della fabbrica tessile newyorkese Triangle,nel grattacielo tra Washington Square e Greene Street messe a confronto. Il documentario della regista palermitana commuove con le testimonianze, le immagini, le voci, il vissuto delle operaie di allora e di quelle di oggi. Le immagini selezionate negli archivi americani  vengono integrate ai nuovi formati, si alternano fino a  sovrapporsi.” Devo dire grazie a tutte le belle persone  che ho conosciuto per questo film ” ha detto Costanza  Quatriglio”  all’intero gruppo di lavoro e  a Rai Cinema”. “Ringrazio” ha proseguito la regista”la città di Barletta, le donne che non ci sono più  e Mariella  Fassanella, l’unica sopravissuta, che con la sua testimonianza ha illuminato la strada del racconto, Mariella ci consegna la condizione esistenziale di chi  non ha alcun diritto, nè sente di averne, in un periodo che le regole del lavoro sono tornate indietro”. “C’ è un bisogno  di rinascita e la speranza della ricostruzione di un secolo di lotte, progressi e  diritti ormai perduti”. “Il senso della schiavitù è talmente interiorizzato, le vicende  sono parallele, ma  viaggiano in senso opposto. Gli schiavi  agli inizi del 900 si sono uniti per ottenere dei diritti. Oggi c’è grande contrasto tra le promesse  della industrializzazione di una città agli inizi del novecento e  la sconfitta della fine di una civiltà rappresentata da Barletta. A tutti loro e ai tanti che ogni giorno cercano di migliorare  lo stato delle cose dedico questo premio”. Il film si è sfidato  con altri 4 documentari: Il peso dell’acqua di Andrea Segre, La zuppa del demonio di Davide Ferrario, Sul vulcano di Gianfranco Pannone e The Special need di Carlo Zoratti, quest’ultimo una profonda indagine sentimentale dedicata al delicato tema amore,sesso e disabilità. A Giorgio Treves è stato assegnato il Nastro D’argento nella sezione  cinema spettacolo della Giuria del Sindacato dei giornalisti cinematografici presieduto da Laura Delli Colli,  per il  film dedicato a Gian Luigi Rondi,” Vita cinema passione”. Nastro d’argento per il regista Gabriele Salvatores, Italy in a day di Gabriele Salvatores per il più grande esperimento collettivo mai realizzato in Italia. 44mila video di storie che gli italiani hanno affidato al regista, che con rispetto e affetto ha rivisitato e  restituito in un film toccante e emozionante. Salvatores nel film ci  racconta un’ Italia ferita, sofferente ma dignitosa spesso con molta paura sopratutto da parte dei giovani, ma mai depressa. Alla casa del Cinema hanno ritirato il premio Gianni Amelio per il film Felice chi è diverso e  Walter Veltroni per il film Quando c’era Berlinguer. Un premio speciale è andato al film di Jacopo Quadri “La scuola d’estate” sulla formazione teatrale dedicato a Luca Ronconi. Un riconoscimenti del sindacato  giornalisti cinematografici anche a Giulio Andreotti il  Cinema  visto da vicino di Tati Sanguineti, al documentario di Giancarlo Soldi Nessuno siamo perfetti, sul creatore di Hylan Dog, Tiziano Schiavi e  alla Zuppa del demonio di Davide Ferrario.

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