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ROMA – Il governo “illegittimo” di Matteo Renzi continua a fare il bello e il cattivo tempo.

Oggi è passato alla Camera dei deputati il disegno di legge sulle riforme costituzionali. Su 489 presenti, ci sono stati 357 voti favorevoli contro i 125, mentre 7 è il numero degli astenuti. Favorevole convinto il  Nuovo centrodestra, che per voce del ministro Angelino Alfano aveva dato già ieri il suo assenso.

Il Movimento 5 Stelle non si è neppure presentato in Aula, come aveva annunciato, bollando questo provvedimento come una “schiforma”. Forza Italia, invece, assieme alla Lega Nord ha dato parere contrario alla riforma che porta la firma di Maria Elena Boschi. Un parere, tuttavia, che ha ulteriormente lacerato il centro destra, considerando che 18 parlamentari forzisti hanno scritto una lettera al Cavaliere non solo mettendo in dubbio la linea politica del dissenso rispetto alle riforme istituzionali, ma addirittura difendendo l’ormai eclissato Patto del Nazareno. Insomma, una posizione dalla quale emerge l’ennesima spaccatura forzista.  Un secco No è arrivato anche da Sel, che punta il dito contro l’ingerenza di Renzi. Nulla di fatto, ovvero titubanza ad oltranza, dall’area di minoranza del PD. Ieri sera sembrava profilarsi un qualche spiraglio di coscienza, ma alla fine la minoranza – come ormai ci ha abituato – si è allineata alla linea renziana. 

Gianni Cuperlo, dal canto suo, ha sottoscritto un documento con altri 23 deputati di Sinistra Dem, quasi volesse prendere le distanze, promettendo cambiamenti futuri. Una tecnica che, come al solito, è dettata “dalla volontà di non far fallire il processo riformatore”, pur in presenza di “riserve profonde sull’assetto istituzionale e sulla forma di governo che la riforma sta delineando”. Una dtoria che si ripete all’infinito.

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