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Il pianista statunitense si esibirà il 18 maggio al Teatro San Carlo per l’unica data italiana

“Idealmente, vorrei essere l’eterno novizio, perché soltanto allora le sorprese sarebbero infinite” (Keith Jarrett)

MILANO – Il prossimo 18 maggio il prestigioso Teatro San Carlo di Napoli ospiterà un evento assolutamente eccezionale: il concerto per pianoforte solo di Keith Jarrett, ovvero uno dei più grandi interpreti e compositori dello strumento degli ultimi cinquant’anni. Un altro aspetto che rende l’evento straordinario è che si tratta dell’unica esibizione italiana del leggendario pianista statunitense. 

Il pianoforte sia nella musica classica che nel jazz è considerato lo strumento principe, il mezzo ideale per creare melodie e armonie. Compositori come Chopin, Debussy, Beethoven, Mozart e Satie hanno avuto un rapporto speciale con il piano con la creazione di brani e sinfonie che hanno toccato i vertici estremi della creatività umana. Nel jazz ci sono stati grandi musicisti come Bill Evans, Herbie Hancock, Chick Corea, Duke Ellington, McCoy Tyner,  Thelonius Monk, Oscar Peterson, Bud Powell che hanno contribuito in maniera decisiva all’evoluzione stilistica e compositiva dello strumento attraverso l’esaltazione dell’improvvisazione. 

Keith Jarrett rappresenta da oltre mezzo secolo la perfetta fusione tra i linguaggi della musica classica, del jazz, del gospel e del rhythm&blues. Il suo è un pianismo senza confini, senza barriere sonore. Iniziò a suonare il piano all’età di tre anni. Si iscrisse al prestigioso Berklee College of Music di Boston dove ottenne una borsa di studio per studiare alla cattedra di Nadia Boulanger a Parigi.

Nel 1964, a 19 anni, iniziò la sua carriera professionale suonando al Village Vanguard di New York con il clarinettista Tony Scott e poi con i Jazz Messangers del batterista Art Blakey. Poi suonò nel quartetto di Charles Lloyd. La grande svolta nella carriera di Jarrett arrivò nel 1970 quando fu chiamato nel gruppo di Miles Davis. L’esperienza con il trombettista è stata molto importante per il giovane pianista per la sua maturazione umana e compositiva. Il giovane strumentista entra in contatto anche con altri due musicisti determinanti per la sua evoluzione, come il contrabbassista Charlie Haden e il batterista Paul Motian. Nel 1971 Keith Jarrett pubblica il suo primo album di solo piano, “Facing you”, un disco in cui miscela con grande abilità jazz, gospel e blues. “The Koln Concert” del 1975 (oltre cinque milioni di copie in tutto il mondo) è probabilmente il suo capolavoro e il miglior disco di pianoforte solo di sempre. Con questa straordinaria performance Jarrett ha ridefinito il concetto di improvvisazione nel jazz.

“Sono davvero felice di ritornare al Teatro San Carlo di Napoli con un evento in piano solo – dice Jarrett – Sarà speciale per tante ragioni: innanzitutto perché sarà il primo concerto subito dopo il mio 70° compleanno, poi perché sono entusiasta all’idea di suonare ancora in questo teatro magnifico e per il suo eccezionale pubblico. Nell’ultimo concerto che tenni a Napoli, la gente fu molto rispettosa e silenziosa, capace di entusiasmarsi ed al tempo stesso restare raccolta. Quell’atmosfera unica credo possa ancora trasformare la mia musica in un miracolo”.

“Sono molto contento che Jarrett abbia scelto Napoli per il suo unico concerto italiano – sottolinea il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris – Troveremo il modo per omaggiare il Maestro che si esibirà a pochi giorni dal suo compleanno. Questa città, che ha la musica e la bellezza nel suo Dna, riuscirà a trasmettere le giuste emozioni per ispirare le sue straordinarie improvvisazioni”.

E proprio in occasione del compleanno del pianista, qualche giorno prima del concerto di Napoli la Ecm Records di Manfred Eicher festeggerà l’artista con la pubblicazione di due dischi, tra cui un live solo piano dal titolo “Creation”.

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