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ROMA –  Può una sola piazza di sostenitori far cambiare idea al dimissionario sindaco di Roma Ignazio Marino? Parrebbe, almeno apparentemente di sì soprattutto leggendo i tweet postati sui social network dall’ex primo cittadino della capitale.

Questa piazza mi dà il coraggio e la determinazione per andare avanti. State scrivendo una pagina importante della storia della citta. Voi mi chiedete di ripensarci. Ci penso e non vi deluderò”, ha detto Marino in piazza del Campidoglio salutando i suoi sostenitori, riuniti sotto lo slogan #MarinoResisti per sostenere il sindaco dimissionario e chiedergli di non rinunciare allo scranno più alto della città.

Insomma, parole che sembrano colpire dritte al cuore il partito democratico, i cui esponenti hanno già messo una pietra sopra all’era Marino.  Il sindaco dimissionario ha fatto anche un mea culpa pubblico: “Abbiamo fatto degli errori. Me ne assumo le responsabilità. Ma chi entrando in una casa distrutta ha il dono dell’infallibilità?” E poi ha rivendicato il percorso e il cambiamento fatto: “Su queste scale si sono presentati con il saluto romano. Noi abbiamo portato le decisioni dai salotti cosiddetti buoni all’aria aperta. Abbiamo scelto sulla base del merito e non sulla base degli amici degli amici o alle tessere del partito”. “Ci siamo fatti certamente dei nemici” ha aggiunto il sindaco alla piazza, che gli ha risposto con un grido: “Gli amici siamo noi”. “Qualcuno vorrebbe fermare questo percorso, adesso che la città può ripartire”, ha denunciato ancora il sindaco.

Eppure Marino, e questa è un’opinione diffusa, non ha governato così bene questa città, come ha affermato a più riprese Alessandro Di Battista, deputato del Movimento Cinque Stelle: “Io non penso che Marino sia un delinquente, penso che non sia capace di governare Roma e che abbia mentito su alcune cene, coinvolgendo anche la Comunita’ di Sant’Egidio che lo ha smentito. Probabilmente cerca di avere un altro incarico dal Pd. In politica funziona cosi’: prima di mollare l’osso, cercano di assicurarsene un altro. Credo che Marino voglia lo scontro finale in Aula, cosi’ da potere uscire da martire da questa vicenda”. E infine: ”Non mi sembra normale che ci si debba preoccupare di questi teatrini, mentre la citta’ sta affondando”.

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