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ROMA –  E’ stata una mobilitazione partecipata quella di oggi contro la “buona scuola”, che ha coivolto le maggiori città italiane. Migliaia di studenti a fianco dei docenti hanno sfilato nelle piazze italiane.

“Siamo in 7mila”, hanno detto gli organizzatori della protesta a Roma  per dire no alla ‘distruzione della scuola pubblica’.  Protesta che nella capitale  è sfociata in un corteo fino al Pantheon, dove è stata organizzata un’assemblea pubblica, mentre gli inseganti si sono dati appuntamento davanti a Montecitorio assieme ai lavoratori della scuola aderenti a Unicobas, Anief, Cub, Cobas, Usi Surf. 

“Negli ultimi dieci minuti di questo corteo siamo stati bloccati dalle forze dell’ordine abbiamo visto chiaramente ciò che, in grande misura,

succede in Italia, cioè a noi studenti si vuole negare la possibilità  di parlare e, quindi, di essere ascoltati” commenta uno dei portavoce 

degli studenti autorganizzati durante l’assemblea a piazza del  Pantheon.

“Tutte le azioni che abbiamo fatto oggi – spiega uno studente –  riguardano le cose che ci stanno più a cuore: innanzitutto quanto  accaduto a Bologna, per volontà di Salvini che cerca di creare odio  fra i poveri, é per noi inaccettabile. Ribadiamo la nostra solidarietà ai ragazzi che sono stati arrestati”. 

“Questo corteo – dice al megafono una studentessa – era  partecipato da oltre 2000 studenti antifascisti e antirazzisti. A meno di un mese dal Giubileo, ci chiediamo perché si spendano tutti questi  soldi per i grandi eventi e le grandi opere e non si pensa invece al diritto alla casa che è anche quello alla dignità delle persone. Il corteo di oggi dimostra che le denunce di Gabrielli non ci hanno fermato – conclude – perché le nostre motivazioni sono più che valide”.

“Ci piacerebbe avere un confronto con le istituzioni, ma ogni volta  che facciamo un corteo non si degnano nemmeno di affacciarsi dalla  finestra dei loro palazzi -lamenta un ragazzo – ma noi non ci  stancheremo mai e continueremo a chiedere i nostri diritti sempre  perché, con le nostre lotte, vogliamo cambiare questo Paese”.

A Torino la protesta è stata costellata da qualche momento di tensione dopo che alcuni studenti hanno dato vita ad un lancio di uova contro la sede del Miur di corso Vittorio Emanuele e scandito slogan contro il ministro Giannini e il premier Renzi. In piazza Castello è stata bruciata una bandiera del Pd, che i manifestanti avevano portato con sé, scatenando le ire dei renziani.

Momenti di panico a Milano dove la Polizia ha respinto con una breve carica di alleggerimento un gruppo di studenti che voleva raggiungere il palazzo del Miur. Durante l’azione di POlizia un professore di 50 anni e una ragazza di 18 sono stati colpiti alla testa riportando un taglio.

“Sono stato colpito da una manganellata della polizia – ha raccontato  il docente che lavora in un istituto professionale milanese -, ero a volto scoperto”. La ferita non sarebbe grave e per ora è stata tamponata con un sacchetto col ghiaccio. Lo stesso vale per la studentessa. Entrambi sono stati medicati sul posto.  Il corteo ha deviato dal percorso prestabilito e ha tentato di raggiungere gli ufficivregionali. Dopo una trattativa con le forze dell’ordine non andata a buon fine c’è stato il tentativo di forzare il cordone.

A Napoli, invece, lancio di bombe carta e di uova durante il corteo con una carica della polizia nelle vicinanze di piazza Trieste e Trento. Complessivamente sono 4 i feriti tra le forze dell’ordine e uno tra i manifestanti per gli scontri avvenuti. I quattro feriti tra le forze dell’ordine  hanno riportato delle contusioni e sono stati giudicati guaribili in  tre giorni. Il manifestante ferito, invece, si trova ancora in 

ospedale. Un altro manifestante è stato accompagnato in Questura: la  sua posizione, come quella dello studente rimasto ferito, è ancora al 

vaglio delle forze dell’ordine.

   

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