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PARIGI  – Non hanno lasciato passare troppo tempo. Parigi  e Mosca hanno  risposto ai subdoli attentati dell’Isis, quello avvenuto nella capitale francese e quello del Metrojet russo sul quale i ihadisti aveva piazzato una bomba.

Dal cielo è partita l’offensiva francese, mentre dal mare quella russa. Gli aerei nella notte si sono alzati in volo dagli Emirati arabi e dalla Giordania e poco dopo hanno scaricato una pioggia di bombe su Raqqa, roccaforte dello Stato Islamico. Il fuoco francese si è incrociato con quello russo.  Dieci caccia francesi, Rafale e Mirage 2000 hanno colpito per la seconda volta in 24 ore, mentre  Vladimir Putin ha ordinato di lanciare missili da crociera dalle navi presenti nel Mediterraneo contro la città siriana. 

Tutti gli obiettivi individuati nella roccaforte dell’Isis nel Nord della Siria vengono “colpiti e distrutti”. Non resta più nulla di “un centro di comando” e di una “base di addestramento” dei jihadisti. 

La Francia fa sapere che proseguirà i raid anche “nelle prossime settimane”; la Russia, dal canto suo,  li aumenterà, “per fare capire ai terroristi che le conseguenze delle loro azioni soni inevitabili”. François Hollande ha promesso di “distruggere” l’organizzazione jihadista e il suo “terrorismo di guerra”, Vladimir Putin ha fatto altrettanto. L’esplosione dell’aereo russo – che ha provocato 224 morti – ora ha dei responsabili precisi: “li perseguiremo ovunque essi siano e li troveremo in ogni angolo del mondo”, ha detto il leader russo.

 Mosca ha avvertito preventivamente anche Washington, che ha confermato “un numero significativo” di raid russi contro l’Isis a Raqqa. Ma verso il Mediterraneo orientale si sta dirigendo anche la portaerei Charles-de-Gaulle. Hollande vuole che sia quanto più vicina al teatro siriano per “triplicare le capacità d’azione” dei caccia di Parigi. E non ne fa mistero: ne ha parlato oggi con il segretario di Stato Usa John Kerry, in visita a Parigi, e ne discuterà la settimana prossima a Washington con Barack Obama e a Mosca con Vladimir Putin. Di Siria e di lotta al terrorismo, il capo dello Stato francese ha discusso anche con il suo omologo iraniano Hassan Rohani che, dopo avere annullato la sua visita in Francia a seguito degli attentati, lo ha chiamato al telefono. Ma l’Eliseo ha chiesto con forza anche il sostegno dell’Unione europea, attivando per la prima volta la clausola di assistenza militare reciproca prevista dall’art. 42.7 del Trattato Ue in caso di aggressione armata a uno degli Stati membri. “Oggi la Francia ha chiesto assistenza e aiuto alla Ue e l’Ue tutta unita risponde ‘sì”, ha risposto l’Alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza comune, Federica Mogherini, durante una breve conferenza stampa congiunta con il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drian.

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