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Uds: Il governo favorisce le lobby e non investe sul diritto allo studio

Le scuole paritarie otterranno 25 milioni di euro in più per l’anno prossimo, raggiungendo un totale di 497 milioni di euro, grazie ad un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio del Senato che sta esaminando la Legge di stabilità. L’Unione degli Studenti attacca, rivendicando delle alternative agli stanziamenti contenute in una memoria consegnata alla Commissione Bilancio del Senato in occasione dell’audizione della campagna Sbilanciamoci. 

ROMA – “Mentre il Governo si appresta a sforare il Fiscal Compact sulle spese militari, trovando anche finanziamenti ulteriori per le scuole private, non si trovano le risorse per l’istruzione pubblica e il welfare. E’ innaccetabile che il Governo continui a fare gli interessi dei privilegiati e delle lobby dei poteri forti, non affrontando le drammatiche esigenze della scuola pubblica” – dichiara Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell’Unione degli Studenti – “I fondi alle scuole paritarie private, oltre ad essere un vero e proprio spreco, sono uno schiaffo alla dignità alla scuola pubblica e alle migliaia di studenti, insegnanti e famiglie che le frequentano. La scuola pubblica vive una situazione drammatica, massacrata dai tagli degli ultimi anni, e pensare di finanziare le private è offensivo.”

“E’ davvero preoccupante che, mentre sul diritto allo studio scolastico non si riesce a trovare un solo euro da inserire nella legge di stabilità, si pensi ad agevolare le scuole private, nonostante il grande aiuto proveniente dalla legge 107, in primis dallo strumento delle detrazioni fiscali per le famiglie” – continua Lampis – “La scuola pubblica, quella frequentata da circa il 90% degli studenti, sta diventando sempre più costosa per l’inesistenza di investimenti pubblici. Bisogna partire da una legge nazionale sul diritto allo studio realmente finanziata, finanziare il welfare e le politiche sociali, immaginarsi una forma di reddito per i soggetti in formazione anche nel nostro Paese! Pensiamo che sia giunto il momento di azzerare definitivamente i fondi alle scuole paritarie private e rivendichiamo la modifica della legge 62/2000 con la separazione tra scuole private e scuole pubbliche non statali, in modo tale che si possano azzerare i finanziamenti alle private senza danneggiare le scuole pubbliche non statali che rientrano ad oggi tra le paritarie

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