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KIGALI – E’ stato arrestato nella Repubblica democratica del Congo, Ladislas Ntaganzwa, uno dei nove ricercati internazionali sospettati di aver avuto un ruolo di primo piano nel genocidio del Ruanda nel 1994.

Lo ha riferito il procuratore generale del Ruanda, Richard Muhumuza, aggiungendo che “ora è in custodia nella RDC e siamo in attesa dell’estradizione”. Il 53enne è accusato di aver distribuito armi alle milizie governative che hanno ucciso quasi un milione di tutsi e hutu moderati e di aver ordinato stupri di massa durante i 100 giorni di quello che è considerato l’ultimo sterminio del Novecento. Ntaganzwa, ex sindaco di Nyakizu, nel distretto di Butare, sfuggiva all’Interpol da 21 anni e al momento dell’arresto si trovava a Goma in Congo, dove sarebbe giunto con documenti falsi. Per la sua cattura il dipartimento di Stato degli Stati Uniti aveva offerto una ricompensa di 5 milioni di dollari. Il governo ruandese sta lavorando a stretto contatto con i paesi dell’Africa orientale ed europei per portare di fronte alla giustizia i restanti otto latitanti ricercati per il loro ruolo nel genocidio. Tra questi Felicien Kabuga, il presunto capo finanziere del genocidio, Protais Mpiranya, l’ex comandante delle guardie presidenziali e l’ex ministro della Difesa Augustin Bizimana.

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