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ROMA – Che brutti espisodi quelli registrati alle primarie del partito democratico. Fatti che la dicono lunga su cosa sia diventata una certa politica e soprattutto sulla disaffezione dei cittadini, sempre più distanti dal clima irrespirabile.

Non bastavano i filmati diffusi da Fan page due giorni fa, nei quali è stato mostrato il vergognoso sistema di voto. Ora anche a Roma emerge un errore nel riconteggio delle schede bianche. E così  il comitato delle primarie del centrosinistra ha comunicato che sono risultati 567 i voti non espressi e non 2866 come detto in precedenza, mentre le nulle sono 326 e non 843. I dubbi erano stati già sollevati proprio dopo la chiusura, considerando la percentuale così alta delle schede annullate. Si è trattato di una sorta di doping delle primarie, come aveva denunciato un dirigente anonimo del Pd, il quale ha affermato al Messaggero “di avere gonfiato virtualmente le schede bianche e le nulle per fare aumentare l’affluenza”.  Insomma, un trucchetto che ha permesso di pompare dati non veritieri. Secondo i dati diffusi dal comitato promotore lunedì scorso alle urne si erano recate 47mila 317 persone, ma  dal riconteggio è emerso invece che alla fine i votanti sono stati 44.501.

Il presidente nazionale del Pd e commissario del partito a Roma Matteo Orfini tiene a precisare che “politicamente non cambia assolutamente nulla”.

Di sicuro è così, il risultato, almeno quello romano resta, ma questi episodi vanno a scalfire ulteriormente la credibilità di questo partito precipitato nel caos. 

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