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ROMA – Aggredita, tramortita e strangolata prima di essere data alle fiamme. Questa l’orribile fine di Sara Di Pietrantonio, la studentessa universitaria uccisa da Vincenzo Paduano. Un omicidio atroce, avvenuto nella notte di sabato, in via della Magliana all’estrema periferia di Roma.

L’autopsia eseguita oggi nell’istituto di medicina legale La Sapienza arricchisce di particolari la ricostruzione dei fatti. Quasi certamente Sara era morta quando il suo ex l’ha cosparsa di alcool prima di darle fuoco, ma solo gli ulteriori accertamenti dell’equipe medica composta da Giorgio Bolino (medico legale), Carlo Catalano (radiologo) e Giulio Mannocchi (tossicologo) completeranno il quadro la prossima settimana con l’esame del sangue e dei polmoni di Sara. Quel che è certo è che sul corpo della ragazza non ci sono grosse lesioni se non quella al collo provocata da una presa con l’avambraccio, mentre le bruciature sono riscontrabili sul capo, sulle spalle e sulla parte posteriore delle braccia. I primi risultati degli esami autoptici arrivano nel giorno in cui Paduano è comparso davanti al gip Paola Della Monica per l’interrogatorio di garanzia. Il 27enne, come aveva già fatto al termine del lungo interrogatorio in questura, ha ammesso di aver ucciso Sara anche se è apparso confuso in alcuni dettagli sulla dinamica dei fatti. Inaspettatamente per il procuratore aggiunto Maria Monteleone e per il pm Maria Gabriella Fazi, il gip Della Monica ha convalidato il fermo eseguito dalla polizia domenica scorsa e disposto la custodia cautelare in carcere della guardia giurata per omicidio volontario e stalking, escludendo però la premeditazione. 

Secondo il magistrato non ci sarebbe, dunque, la prova che Paduano avesse studiato a tavolino l’omicidio della sua ex. Dall’esame dei telefoni cellulari di Sara e della guardia giurata Paduano, inoltre, starebbero emergendo ulteriori riscontri al quadro accusatorio prospettato a piazzale Clodio. In particolare, attraverso l’analisi del traffico telefonico e degli sms, starebbero emergendo conferme sull’attività di pressione esercitata dalla guardia giurata nei confronti della ex fidanzata. Per Paduano si prospetta ora un processo con il rito immediato a meno che non solleciti il giudizio abbreviato. Una scelta, quest’ultima, che gli consentirebbe di usufruire dello sconto di un terzo della pena. Intanto questa sera centinaia di persone, tra familiari, amici e conoscenti, hanno voluto ricordare Sara con una fiaccolata che ha percorso la strada dove viveva la studentessa fino alla vicina parrocchia. Silenzio e lacrime hanno accompagnato la marcia in ricordo di “Sissi”, tra la disperazione delle amiche di sempre, che con lei condividevano la passione per la danza e la musica. Sono ancora sotto shock, non riescono ancora a credere che Sara non ci sia più, che sia stata barbaramente uccisa da quello che fino a qualche giorno fa era il suo fidanzato. A salutare Sara, il “nostro angelo biondo”, lanterne di colore rosso e bianco che si sono alzate in cielo. 

E ora c’è chi chiede a gran voce una condanna esemplare, ovvero fine pena mai.

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