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Meno soddisfatti saranno i lavoratori stagionali che oltre a sobbarcarsi ore e ore di lavoro devono fare i conti con le penalizzazioni derivanti dalla Naspi che sembrano destinate a rimanere. E’ di queste ore infatti la notizia che il Governo, dopo le numerose sollecitazioni derivanti da più parti (sindacati e imprese) abbia deciso di “regalare” un mese di indennità di disoccupazione in più a quei lavoratori che abitualmente lavorano almeno 6 mesi l’anno e che ora per effetto delle nuove norme si troveranno un sussidio dimezzato rispetto al passato (3 mesi di copertura contro 6). Una soluzione che però sembra scontentare tutti a partire dalla Filcams Cgil. “Se i rumors di questi giorni saranno confermati, saremmo di fronte ad un palliativo inefficace e davvero distante anni luce dalle nostre richieste” afferma Cristian Sesena Segretario  Nazionale della Filcams Cgil:” si continua a considerare quasi 400mila lavoratori del settore turismo come soggetti cui concedere una forma di assistenzialismo e non soggetti strategici su cui investire”.

Le organizzazioni sindacali durante le audizioni in commissione lavoro alla Camera avevano chiesto estendere anche all’anno in corso le tutele previste per il 2015 e l’apertura di un contestuale tavolo di confronto per definire in modo condiviso una soluzione strutturale, richieste in linea con quanto previsto dal Piano Strategico per il Turismo in via di approvazione.

“Il Governo si è impegnato su più fronti a individuare una soluzione al problema dei lavoratori stagionali: la soluzione in discussione non è una risposta accettabile . In questi mesi le proposte non sono mancate; alcune sono confluite in una proposta di legge. Ripartiamo da qui e discutiamo. Ma nel frattempo non si può affamare centinaia di migliaia di famiglie incolpevoli e affossare interi sistemi turistici locali soprattutto al Sud”. La Filcams sta promuovendo una campagna di comunicazione social  #summerwar #ifantastici400000, per denunciare le condizioni di lavoro spesso ai limiti della legalità dei lavoratori stagionali e richiamare l’attenzione sui gravi problemi di chi lavora nel settore.

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