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Il libro, che contiene per la prima volta le prove dell’attentato del presidente dell’Eni nella ricostruzione del magistrato che ha condotto l’inchiesta, sarà presentato a Roma il prossimo 19 giugno alle ore 18 presso la libreria “Il Libraccio” (via Nazionale 254/255). Con gli autori, il magistrato Vincenzo Calia e la giornalista Sabrina Pisu, interverrà Claudio Fava, vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia.

Sono passati oltre cinquant’anni da quel 27 ottobre 1962, quando l’aereo su cui viaggiava Enrico Mattei, il fondatore e presidente dell’Eni, precipitò a Bascapé, a meno di trenta chilometri da Milano. Mattei – definito all’epoca “l’italiano più potente dopo Giulio Cesare” – fu vittima di un attentato, lo riuscì a dimostrare solo oltre trent’anni dopo il magistrato Vincenzo Calia, titolare dell’inchiesta avviata a Pavia nel 1994 e conclusa nel 2003: un lavoro monumentale che si compone di 5000 pagine, 614 testimoni ascoltati e 12 consulenze tecniche. Il pm parla per la prima volta e in esclusiva delle sue indagini in questo libro, mettendo a disposizioni documenti inediti e raccontando le prove che è riuscito a raccogliere e che dimostrano che Mattei non fu vittima di un incidente, come avevo concluso le due precedenti inchieste, ma che una bomba era stata collocata nel carrello di atterraggio dell’aereo su cui viaggiava da Catania a Milano e in cui persero la vita insieme a lui anche il pilota Irnerio Bertuzzi e il giornalista americano William Mc Hale che per il TIME-Magazine stava realizzando un servizio di copertina sul presidente dell’Eni. Il libro ricostruisce cinquant’anni di omissioni, bugie, e depistaggi dello Stato italiano che hanno visto anche la stampa in gran parte schierata a confondere fatti e prove anziché contribuire a cercare la verità secondo la drammatica ricostruzione fatta anche dalla giornalista d’inchiesta Sabrina Pisu, coautrice del libro. Mattei aveva tanti nemici a causa della sua politica economica ambiziosa per l’Italia, che non voleva padroni. Chi ha cercato di scoprire la verità sulla sua morte è stato ammazzato, perché erano troppi gli interessi politico-economici in gioco, anche dentro i confini italiani. Come il giornalista Mauro De Mauro, incaricato dal regista Francesco Rosi di collaborare alla sceneggiatura del film “Il caso Mattei”,  che scomparve nel nulla subito prima di divulgare l’inchiesta che aveva condotto sugli ultimi giorni di Mattei in Sicilia. Lo stesso regista Rosi raccontò al magistrato di essere stato pesantemente minacciato nel corso della lavorazione del film. Chi nel tempo provò a indagare sulla morte di Mattei fu ucciso, anche Pasolini, che stava scrivendo il romanzo “Petrolio”.

Vincenzo Calia, magistrato, ha lavorato in procura a Pavia e come pm ha condotto la terza inchiesta sulla morte di Mattei. Attualmente è sostituto procuratore generale a Milano.

 Sabrina Pisu, lavora come giornalista e inviata per il canale televisivo d’informazione internazionale Euronews, in precedenza ha collaborato con diverse testate nazionali, tra cui Radio24-Il sole24ore, Sky e Rai3. Si è occupata in particolare di cronaca giudiziaria, ha realizzato reportage e inchieste su fatti di mafia e corruzione, dando voce alle vittime in cerca di verità e giustizia. Con Alessandro Zardetto ha scritto il libro di inchiesta “L’Aquila 2010, il miracolo che non c’è” (Castelvecchi) incentrato sulle speculazioni post-sisma.

Titolo libro: “Il Caso Mattei” Autori: Vincenzo Calia e Sabrina Pisu Chiarelettere, Milano 2017_Collana: Principio Attivo_Pagine: 384_Prezzo: 18 euro

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