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ROMA – «Il piano sanitario varato dal presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, determinerà una stangata in capo a imprese e cittadini pari a 300 milioni di euro. L’enorme deficit regionale per 1,6 miliardi di euro porterà infatti ad un aumento dell’Irap e dell’Irpef e al taglio di numerosi servizi e posti letto».

Lo si legge in una nota del Codacons del Lazio. «I tagli andrebbero fatti altrove, non certo nei servizi e negli ospedali – afferma il presidente Codacons, Carlo Rienzi – a partire dalla spesa per i farmaci. Su questo fronte, infatti, la Regione Lazio paga più di altre amministrazioni regionali. Basti pensare che nell’ultimo triennio (2007, 2008 e 2009) su un paniere di 14 medicinali selezionati dalla nostra associazione, il Lazio ha speso ben 50 milioni di euro in più rispetto all’Emilia Romagna. Una maggiore spesa che non è in alcun caso giustificabile con il più elevato numero di cittadini residenti nel Laziò». «Due esempi per tutti: 1824 confezioni di Gonal F (farmaco contro l’infertilità femminile) vendute in Emilia Romagna nell’ultimo triennio contro le 11843 vendute nel Lazio; 21790 confezioni del medicinale Seroquel (farmaco contro i disturbi psichici) vendute in Emilia contro le 155472 del Lazio». «’O nel Lazio si registra uno strano boom di donne infertili e di malati di schizofrenia, oppure c’è qualcosa che non va nella spesa regionalè – conclude Rienzi. Di qui un esposto del Codacons alla Corte dei Conti per chiarire la congruità della spesa farmaceutica della Regione che verrà illustrato, assieme a tutti gli altri dati sulla spesa sanitaria laziale, il prossimo 4 novembre nel corso di un convegno a Roma».

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