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VERONA – Non produce un bell’effetto la passarella di Berlusconi giunto nelle zone venete colpite dall’alluvione. Non sono servite neppure le lodi pronunciate dal presidente nei confronti della popolazione colpita.

“Grande gente” – ha detto – “capace di una reazione vigorosa e immediata”.  Anzi, probabilmente le sue parole ha fatto innervosire ancora di più, soprattutto coloro che in questo frangente hanno palesato una certa sfiducia  nella politica delle convenienze. Sì perchè l’arrivo  del premier assieme al suo fido ministro delle Riforme Umberto Bossi è stato notevolmente tardivo, rispetto all’inizio dell’emergenza. Insomma un’emergenza davvero sottovalutata. E si è visto. La prima tappa del Premier a  Monteforte d’Alpone è stata accolta con fischi e cori che lo invitavano a tornare a casa. Tuttavia il presidente  non ha esitato a lanciare i suoi proclami di solidarietà e le sue solite promesse. “L’aiuto dello Stato – ha precisato – sarà sostanzioso e immediato”, tanto che i soldi saranno stanziati già nella prossima finanziaria. E poi Berlusconi assicura che sull’ipotesi di trattenere l’Irpef regionale per avere liquidità immediata, come aveva proposto il governatore Zaia,  non ce ne sarà bisogno. Insomma adesso i soldi ci sono, anche se non è dato a sapere a quanto ammonti la cifra. Il presidente Luca Zaia, pero’ lancia una proposta che suona più come un avvertimento: “Il governo prima deve dare i soldi al Veneto e poi a Pompei. Qui – ha detto Zaia – ci sono mezzo milione di persone sott’acqua.”

Altro coro di protesta nel vicentino, dove un folto gruppo di persone del movimento No dal Molin ha manifestato davanti alla Prefettura. A Padova, invece, la situazione è stata ancora  più tesa. La visita di Berlsuconi e Bossi ha provocato qualche tafferuglio all’esterno della Prefettura, dove era in attesa un corteo di manifestanti. Tanti fischi, slogan e insulti pesanti  si sono sollevati per dare il benvenuto al Presidente del Consiglio. C’è stato anche lo scoppio di un potente petardo che ha subito richiamato l’attenzione delle forze dell’ordine, le quali hanno risposto con un lacrimogeno. Il  premier, alla fine dell’incontro istituzionale, è stato costretto a lasciare  la cittadina di Sant’Antonio da una porta laterale della Prefettura.

Nel frattempo le precipitazione nel versante veneto non si placano.  Allagamenti si registrano un po’ ovunque nelle abitazioni specie nelle province di Verona e Padova e Vicenza. Strade impraticabili e capannoni andati distrutti, campi allagati e migliaia di animali affogati nelle acque fangose. Insomma un’emergenza che ha messo in ginocchio questa regione. Peccato qualcuno se ne sia accorto solo adesso.

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