Martedì, 17 Febbraio 2015 18:47

Msf, segni di violenze sui migranti giunti a Pozzallo In evidenza

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PALERMO - "Negli ultimi giorni sono arrivati a Pozzallo 3 sbarchi. Domenica sono arrivate 280 persone e lunedì 2 sbarchi da 100 e 150 persone. Quindi in poco tempo abbiamo visto più di 500 persone che ci hanno raccontato di situazione in peggioramento in Libia".

A dirlo è stata Chiara Montaldo, coordinatrice di Medici Senza Frontiere in Sicilia, sull'isola da più di un anno e dall'inizio di febbraio in servizio all'interno del centro d'accoglienza di Pozzallo, in provincia di Ragusa."Sono  tutti adulti, in maggioranza uomini, alcune donne e un solo bambino con la mamma - ha riferito Montaldo -. Abbiamo riscontrato che sono tutti subsahariani e che le condizioni generali di salute erano discrete. Però il dato che emergeva da tutti è quello di violenze subite, tantissime in carcere libico. L'80-90% ci ha riferito di essere stato in carcere per diversi

mesi e hanno dolori, lesioni traumatiche, e malattie tipo scabbia che è sintomo di condizioni igieniche molto precarie". La Coordinatrice di MSF in Sicilia ha quindi aggiunto: "Ci hanno riferito di violenze subite non solo in carcere, ma anche fuori. Noi diamo un supporto con medici e infermieri, e nei centri di seconda accoglienza forniamo anche supporto psicologico per questi eventi traumatici subiti. Cerchiamo di essere la voce di queste persone che arrivano, siamo testimoni diretti ed è un privilegio ed è un dovere portare la loro voce fuori da lì. Già prima dell'ulteriore degrado della situazione Libica ci aspettavamo un ulteriore aumento dei flussi. Adesso, con questi sviluppi, gli sbarchi sono destinati ad aumentare sulle coste della Sicilia, della Calabria e della Puglia".Infine, sulle operazioni di salvataggio nel Canale di Sicilia, Montaldo ha osservato: "Tutte le operazioni di salvataggio benvengano finché non si trova la reale soluzione per rendere più facile l'accesso in Europa. Le operazioni di salvataggio vanno sicuramente intensificate, anche se certo non è la soluzione a lungo termine".