Giovedì, 18 Novembre 2010 18:38

Biodiversità e foreste, il contributo di Parchi per Kyoto

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Federparchi, Legambiente e Kyoto Club fanno il punto sui  progetti di piantumazione realizzati negli ultimi anni nei Parchi regionali, nazionali e internazionali e nelle aree urbane

ROMA - Si è svolto oggi a Roma il Convegno “Biodiversità e foreste: il contributo di Parchi per Kyoto” per fare il punto sul contributo delle iniziative italiane per la tutela dell’ambiente al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto e la conservazione delle foreste per il 2011, dichiarato dall’Onu Anno Internazionale delle Foreste.

Fino ad oggi sono 31 le aree coinvolte dal progetto Parchi per Kyoto, tra parchi nazionali e regionali e riserve naturali in tutto il territorio nazionale, dal Piemonte alla Sicilia passando per Toscana e Lazio, e 4 parchi internazionali, nel Centro America, in America Latina e in Africa. Si tratta di interventi di forestazione con specie autoctone nel pieno rispetto dei criteri di conservazione della biodiversità e contro il degrado del territorio.
Tra questi l’intervento nell’Area protetta del Plemmirio, nel Comune di Siracusa, dove in collaborazione con Lottomatica, sono state messe a dimora 3.750 piante appartenenti a specie arbustive tipiche delle formazioni a macchia mediterranea come la palma nana, il mirto comune e l’olivastro. Nel Comune di Argenta, nel Parco Regionale del Po in Emilia-Romagna invece è stato realizzato un intervento di rimboschimento in aree ex agricole per aumentare il patrimonio naturale del territorio. Le 2.000 piante messe a dimora sono essenze arboree e arbustive, tra cui il frassino meridionale, la farnia, l’ontano nero, il pioppo bianco e il salice bianco.
Ultima, in ordine di tempo, la forestazione della Riserva naturale provinciale di Diaccia-Botrona, in Provincia di Grosseto dove il progetto di rinaturalizzazione ha previsto 3.000 piante in un’area di circa 2,2 ettari. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con il progetto Saloni Nature de L’Oréal Professionnel, che ha coinvolto finora più di 200 parrucchieri presenti su tutto il territorio italiano.

Dopo i saluti di Aurelio Lo Fazio, Assessore alle Politiche dell’Agricoltura della Provincia di Roma e le relazioni di Bartolomeo Schirone, docente presso l’Università della Tuscia e di Sergio Andreis, Direttore del Kyoto Club, hanno partecipato alla tavola rotonda, moderati da Arturo Diaconale, il Presidente del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi, Rossella Muroni, Direttore Generale Legambiente, Enzo Valbonesi, Responsabile del Servizio Parchi e Risorse forestali della Regione Emilia Romagna, Marina Marinelli, Primo Dirigente del Capo del Corpo Forestale dello Stato, Enrico Pompei, Vice Questore Aggiunto del Capo del Corpo Forestale dello Stato e Renata Briano, Assessore all’Ambiente della Regione Liguria.

Il Comitato Parchi per Kyoto, nato nel 2007 dalla collaborazione tra Federparchi, Kyoto Club e Legambiente, ha fornito negli ultimi due anni un contributo importante alla tutela e alla valorizzazione dell’ambiente soprattutto in termini di individuazione, all’interno di parchi regionali, nazionali ed internazionali, urbani e periurbani, di aree idonee ad ospitare interventi di forestazione come contributo all’attuazione del Protocollo di Kyoto.
“Il convegno di oggi - ha dichiarato Giampiero Sammuri, Presidente di Federparchi - è stato molto importante per porre di nuovo l’attenzione sulle iniziative e gli interventi di forestazione realizzati in Italia da Parchi per Kyoto per sensibilizzare l’opinione pubblica e anche le autorità politiche sulla difesa delle aree protette e dei Parchi naturali, siano essi nazionali, regionali, provinciali o internazionali. Il patrimonio naturale va salvaguardato e tutelato dal degrado e dallo stato di abbandono in cui spesso versa. Bisogna, inoltre riconoscere ai parchi naturali il valore economico rispetto all’importante attività di contenimento delle emissioni di CO2 svolto anche dalle foreste conservate. I progetti Parchi per Kyoto sono importanti, oltre che per l’opera di forestazione in senso generale, anche per la scelta di piantumare specie autoctone per la conservazione della biodiversità, proprio nel 2010 che è l’Anno Mondiale della Biodiversità”.

Parchi per Kyoto ha creato anche un Codice Etico per i progetti di forestazione in cui sono contenuti i principi base e le regole specifiche per assicurare una corretta realizzazione degli interventi di forestazione e la rendicontazione dei crediti di assorbimento delle emissioni di CO2, in modo da garantire che gli interventi siano reali, permanenti e sostenibili. Il Codice è, inoltre, un mezzo per assicurare che le informazioni riguardo i piani di forestazione siano gestite in modo trasparente, aiutando coloro che hanno interesse nella realizzazione dell’intervento a valutare i progetti.

“L’impegno di Legambiente nel Comitato Parchi per Kyoto, ha sottolineato Rossella Muroni, Direttore Generale di Legambiente, vuole rappresentare un significativo contributo rispetto alle politiche di riduzione delle emissioni di  CO2 . L’Italia deve necessariamente mettersi al passo con gli altri paesi europei per non mancare gli obiettivi del pacchetto clima-energia fissati per il 2020. Per il raggiungimento degli obiettivi è fondamentale il ruolo delle aree protette italiane, che  devono essere le reali protagoniste di questa missione nonostante la difficile situazione economica in cui versano”.

“Parchi per Kyoto ha ribadito oggi - ha detto Sergio Andreis, Direttore del Kyoto Club - l’impegno di tutti noi nel contribuire al raggiungimento degli obiettivi del protocollo di Kyoto e ridurre le emissioni di CO2. Parchi per Kyoto porta avanti, da anni, questa iniziativa, offre una nuova chance alle aree protette e con i suoi progetti contribuisce a migliorare la biodiversità nel nostro Paese. I casi riportati sono solamente alcuni esempi di forestazione realizzati in collaborazione con aziende che si sono messe in gioco per l’ambiente. Speriamo che nel 2011 ce ne siano tante altre che seguano questo esempio per la tutela del clima del pianeta”.

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