Dazebao le idee

Silvio Berlusconi, si sa, non è uomo di lettere. Laureatosi in Legge, ha trascorso la sua vita da imprenditore ed anche con un certo acume. Ma la conoscenza storica non è certo il suo forte, semplicemente, perché non è un intellettuale e non ha l’abitudine di leggere o studiare. Così la sua buffa confusione fra Bad Godesberg e Gotemborg – un lapsus tipico da discussione al Bar dello sport in un tardo pomeriggio domenicale d’inverno – non stupisce più di tanto. È anche per questo motivo che rifiuta i confronti televisivi, soprattutto in diretta. Una volta che ne affrontò uno, si ritrovò di fronte Oliviero Diliberto, titolare di una cattedra di storia del diritto romano, il quale lo corresse in una errata citazione latina. Berlusconi disse: “Guardi che l’ho studiato bene il latino”, e Diliberto: “Non si direbbe!”.

Vengono scelti i kamikaze ( termine che in giapponese significa “vento divino”, e viene qui adattato a un contesto, se ci permettete, meno epico). Non si conoscono bene i criteri della scelta, anzi nemmeno i movimenti di questi 20 (attenzione 20) ragazzi, presi tra Egitto e Arabia Saudita, a parte il bello del gruppo, Ziad Jarrah, uno studente libanese di buona famiglia, fresco sposo, che in patria amava bere e ballare: tutta scena, evidentemente, oppure ha cambiato idea, peccato, faceva un bella vita. Gli altri sono probabilmente reclutati in giro da abili ganci: Atta, l’unico che appare un po’ più sveglio, vive ad Amburgo, dove studia con profitto, finanziato dalla famiglia, papà medico, sorelle universitarie, gente moderna che non s’è mai accorta di crescere un ribelle in casa, ma si sa, con i figli si sbaglia sempre.

Venerdì, 13 Maggio 2011 08:17

La rivoluzione dei gelsomini

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ROMA - Il plebiscito, inteso come maggioranza della popolazione favorevole, è la garanzia, o dovrebbe esserlo, che sancisce e santifica l’idea della sovranità, di fatto, da una parte sancisce il potere del governante, prima aspirante a tale, successivamente effettivo, dall’altra, santifica colui che nel regnare elargisce misure e pesi a seconda della distanza dalla leva delle sue braccia meccaniche.

Complottisti: tutti quelli che, rispetto a un evento storico o di cronaca, insinuano esistere una trama segreta, nascosta da una versione ufficiale mendace. Si sottintende, ma nemmeno troppo, che costoro siano, quando va bene, delle menti labili, preda di fervida fantasia; o peggio, dei mentecatti, dei finti sapientoni che, nel tentativo di sembrare più furbi degli altri, si mostrano più idioti ancora. Com’è ovvio, chi accusa i complottisti non esclude che alcuni di essi abbiano interesse a mestare nel torbido, pubblicando libri o in qualche altro modo serva a far soldi.
Naturalmente, che tutta la storia ufficiale, che ci infliggono dalla tenera età, sia infarcita di ipotesi, avanzate casomai da Tacito anziché dai thruters americani, non scuote i tenaci affiancatori delle verità ufficiali, un caso per tutti nel panorama italiano: l’integerrimo, duro e puro razionalista Piero Angela.

ROMA - Per chi si occupa di informazione quella appena trascorsa la possiamo definire una settimana di primo piano fra grandi eventi conclusasi alle prime ore di questa notte con il salvataggio di 500 migranti, stipati nel solito barcone bagnarola, finiti sugli scogli a poca distanza dal porto di Lampedusa.

Dunque, mi pare che dietro il dualismo insito nell’accesa disputa elettorale si possa afferrare l’inesauribile volontà di conservazione del potere da parte di chi per decenni ha tratto vantaggi dai contrasti interni agli schieramenti politici, a Lioni come altrove, cioè l’Uomo del monte. Questa strategia si riassume così:”divide et impera”. Trattando seriamente il tema, una cosa è certa: a Lioni dobbiamo rassegnarci all'assenza di un’autentica forza di alternativa al sistema di potere vigente. A Lioni manca da tempo un’opposizione seria, per cui si registra un disavanzo di democrazia, di trasparenza e vigilanza sociale che rischia di favorire l’arbitrio di chi detiene le redini della Pubblica Amministrazione.

I parlamentari e i membri del Governo dovrebbero poter subire il giudizio al pari di qualsiasi cittadino. Ogni forma di protezione e immunità non è altro che l’approntamento di uno scudo immunitario che la Costituzione vigente vieta

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