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ROMA - “Mio padre nei mesi che hanno preceduto l'agguato era turbato”, così ha detto Maddalena, figlia di Mauro Rostagno assassinato il 26 settembre 1988, deponendo il 9 marzo come teste dinanzi alla corte d'assise di Trapani dove si sta celebrando il processo a carico del presunto mandate ed esecutore del delitto. La donna ha risposto alle domande del pubblico ministero Antonio Ingroia.

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Il cambio di strategia ai processi: dal legittimo impedimento alla partecipazione, mentre l’Italia all’estero è oramai una Cenerentola. L’ultima carta del Cavaliere si fonda su un azzardo: un nuovo reality con nuove menzogne

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ROMA - Da ieri è stata notificata la chiusura del filone d'inchiesta Rubygate da parte dei Pm della Procura di Milano e oggi sulla Repubblica appare l'intervista rilasciata da Silvio Berlusconi, proprio su quel quotidiano che lo stesso premier querelò per le famose dieci domande a cui non diede mai risposta in seguito alla sua partecipazione al diciottesimo compleanno di una ragazzina di Casoria: Noemi Letizia.

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MILANO -  «Siamo disponibili anche a celebrare una doppia udienza il lunedì purché non siano due dibattimenti». Lo ha detto l'avvocato Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Silvio Berlusconi a proposito dell'incontro che si è tenuto ieri con il presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro, per cercare di coordinare i diversi procedimenti a carico del premier che vuole essere presente in aula, con i suoi impegni istituzionali e di governo. Ghedini, parlando con i giornalisti, in attesa dell'inizio dell'udienza preliminare per il caso Mediatrade, ha sottolineato che bisogna bilanciare gli impegni di governo con quelli giudiziari e ha affermato che il presidente del Consiglio è disponibile «per quattro udienze al mese, il lunedì, e a recuperare in casi estremi il sabato».

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ROMA – Qualche settimana fa dichiarò, in uno dei suoi infiniti monologhi senza contraddittorio e senza domande, che “io non sono mai fuggito dai processi”. Infatti, ieri il suo ramo di azienda, il Pdl, ha chiesto ufficialmente al Presidente della Camera Gianfranco Fini di avviare il procedimento perché il Parlamento chieda alla Corte Costituzionale il conflitto di attribuzione, per fare in modo, appunto, che Berlusconi non sia processato dai giudici del tribunale di Milano per il caso Ruby. I direttori del ramo di azienda, Fabrizio Cicchitto, Marco Reguzzoni e Luciano Sardelli, infatti, hanno motivato la richiesta “all'Organismo parlamentare non può essere sottratta una propria autonoma valutazione sulla natura ministeriale o non ministeriale dei reati oggetto di indagine giudiziaria. Né tantomeno ove non condivida la conclusione negativa espressa dal Tribunale dei ministri - la possibilità di sollevare conflitto d'attribuzioni davanti alla Corte costituzionale - assumendo di essere stata menomata per effetto della decisione giudiziaria, della potestà riconosciutale dall'Articolo 96 della Costituzione”.

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MILANO - La decisione del gip di Milano di accogliere la richiesta di rito immediato avanzata dalla procura ha inferto un duro colpo a Berlusconi.

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ROMA -  Berlusconi sapeva che Karima El Mahroug, alias Ruby era minorenne.

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Decisione del gip milanese favorevole rispetto al giudizio con rito immediato per il Cavaliere.

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ROMA - “Rubygate”, la notizia del giudizio immediato nei confronti di Silvio Berlusconi annunciato dal gip di Milano, fa il giro del mondo. Il processo previsto per il 6 Aprile diventa una ‘Headlines’ nelle pagine on line dei principali media internazionali, partendo dalla nordamericana Cnn passando per la britannica Bbc, fino ad arrivare all’ araba Al-Jazira.

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ROMA - Dopo le notizie trapelate ieri su un possibile decreto anti intercettazioni arriva la smentita da parte del Capogruppo alla del Pdl Camera Fabrizio Cicchitto: "C'è stato un equivoco"  - ha detto ai giornalisti presenti a Montecitorio - "non mi risulta ci sia stata alcuna iniziativa per un decreto".

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