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Martedì, 31 Luglio 2012 22:14

Le carte in tavola del Pd

ROMA - Anche se la presentazione della “carta di intenti” da parte del segretario del Pd, Pierluigi Bersani, avesse solo il merito di rompere una discussione sulla riforma della legge elettorale che prescinde, per colpa di Berlusconi e del Pdl, dai problemi che riguardano il presente è il futuro del nostro Paese,sarebbe già un fatto encomiabile.

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Martedì, 17 Luglio 2012 18:55

PD. Le parole hanno un valore

ROMA - L'assemblea nazionale del Pd del 14 luglio era chiamata a mettere in campo una iniziativa politica decisiva nella fase di transizione.

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Domenica, 15 Luglio 2012 20:52

Pd. I danni delle beghe di partito

ROMA - Come volevasi dimostrare , parole che vengono poste  al termine di una dimostrazione matematica e che si usavano quando facevamo il liceo, tanti anni fa, ma che mantengono intatto il loro valore.

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ROMA - Fino a quando può durare il governo Monti? La domanda non è peregrina anche se  Pd, Pdl, Udc e Fli,una volta si chiamavano Terzo polo ora non si sa più bene cosa siano a cosa vogliono, non passa giorno che non confermino la fiducia.

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ROMA - La passione militante con la quale molti dirigenti del Partito Democratico si dedicano alla vigilia di un'importante Direzione del partito a occuparsi di primarie, di liste civiche, di assetti lascia davvero senza parole.

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ROMA - “Abbiamo infranto il tabù dell’articolo 18”. A pronunciare questa frase, con toni trionfalistici, quasi a gloriarsi dell’evento, non  è stato  uno che vede i sindacati, la Cgil in primo luogo, come il fumo negli occhi,  un tipo alla Marchionne per intenderci che caccia dalle fabbriche il sindacato più grande, la Fiom perché non è d’accordo con le politiche che il manager Fiat persegue, attaccando i diritti dei lavoratori, mettendo sotto sequestro la libertà sindacale,  trasbordando il grande gruppo dall’Italia ad altri liti.

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“Connessione sentimentale con il Paese”. Stefano Fassina, della segreteria nazionale del Pd, responsabile  del settore Economia e Lavoro richiama una frase di Gramsci, dai “Quaderni dal carcere“.

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Maurizio Belpietro, in stato comatoso dopo la stangata elettorale che ha colpito il suo amato partito berlusconiano, è uno dei pochi giornalisti italiani a sentenziare: “il Partito democratico ha perso”. Ieri un titolo che voleva stupire (senza effetti speciali) gridava: “Parmacotti”, purtroppo copiato pedissequamente da “Il Fatto”. Entrambi i quotidiani, con quel titolo, cercavano di asserire che il vero sconfitto elettorale fosse Pierluigi Bersani. Curioso destino accomuna i due giornali: entrambi vedono una sconfitta del principale partito della sinistra che, oggettivamente, non c’è stata. Al contrario, proprio il partito di Bersani ha mostrato di essere l’unica formazione italiana a reggere l’urto di una disaffezione dell’elettorato che ha lasciato a casa più della metà degli elettori.

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Lunedì, 21 Maggio 2012 19:40

Il Pd vince, ma con tre ma

ROMA - Il ballottaggio conferma che questo turno amministrativo configura una vera e propria rivoluzione politica, destinata a chiudere la stagione, in verità assai poco esaltante, della Seconda Repubblica.

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