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ROMA – Chi aveva letto le 398 pagine inviate dai magistrati di Milano alla Camera dei deputati per chiedere l’autorizzazione ad una perquisizione – oramai del tutto inutile – negli uffici del plenipotenziario ufficiale pagatore del Caimano, il ragionier Spinelli, ne aveva parlato come di un documento di drammatico squallore. Ora quegli atti sono diventati pubblici e la stampa ne sta diffondendo squarci di intercettazioni, dalle quali apprendiamo che ogni cosa soltanto immaginata o ipotizzata era assai meno truce di quanto mostri la realtà. Vi appare un Cavaliere instabile psichicamente, stritolato da una malattia senile incurabile (o comunque non curabile dalle centinaia di “amici” che si prestano per interesse ad alimentarla), preda di quella “sexual addiction” presente in milioni di maschi italiani maturi ma in lui potenziata da possibilità economiche inusitate, che molto probabilmente fungono da letale moltiplicatore del suo delirio di onnipotenza.

Tutto ciò non può passare per qualcosa che appartiene soltanto alla “sfera privata” del cittadino Berlusconi, come si sforzano di dimostrare degli oramai stanchi Alessandro Sallusti o un inverecondo Piero Ostellino (che pur si affanna a vantarsi di non essere un amico del Caimano) e gli altri paladini del berlusconismo selvaggio, anche perché appare sempre più evidente come vi siano perlomeno indicazioni a sostegno (intercettazioni telefoniche che per la nostra legge hanno ancora la dignità di prove, o almeno tali possono diventare) che il Cavaliere conosceva la minore età della giovane marocchina all’origine dell’affare e pur tuttavia non si sia peritato di frequentarla e, come sostiene l’accusa, di avere avuto con lei rapporti sessuali.

Ma tralasciando pure le accuse penali – che in uno Stato di diritto dovrebbero essere diimostrate in un dibattimento – ciò che lascia esterrefatti è proprio la vita privata del premier e, ancora più, il fatto che i suoi paladini si sforzino di assimilarla a quella di John Fitzgerald Kennedy, che, in modo oramai disperato, cerchino di dimostrare che non c’è nulla di male in quella ricerca spasmodica di una sessualità crudele e sessista, sostenuta da un profondo disprezzo per la donna in quanto tale, per il suo corpo, per le sue parti intime (“Per lui io sono il culo” avrebbe confidato Ruby ad amici). Il Cavaliere, in pubblico e nei momenti felici, si è sempre detto orgoglioso di ammirare il mondo femminile, propagandando la sua immagine di indiscusso amatore delle grazie muliebri ma ciò che appare dalle 398 pagine è tutto il contrario, facendo emergere ad un’Italia sbigottita il peggiore maschio immaginabile, un uomo, giustificabile certo in forza di una malattia accentuata dalla senilità, che però oramai trova conforto alla sua depressiva solitudine esistenziale soltanto nella ricerca spasmodica dell’eccesso erotico, quanto più giovane e perfino fanciullesco. In alcuni tratti, le carte mostrano la riproduzione di scene da “La caduta degli dei”, uno dei capolavori di Luchino Visconti, sulla fine anche sessuale del Terzo Reich, con i dominatori tedeschi oramai abbandonati sui canapè in un intrico artistico di corpi e di morte imminente.

Gli stessi giornali stranieri raccontano con sgomento quanto sta avvenendo in Italia oggi per colpa di Silvio Berlusconi. La nostra credibilità internazionale, già prossima allo zero, risulta oramai sprofondata, insieme agli indici che ci classificano fra le Nazioni con la stampa meno libera al mondo. Quando ancora dovrà durate questa terribile agonia? Fino a quando sarà possibile resistere alle mistificazioni dei Sallusti, dei liberali alle vongole come Piero Ostellino, e di tutti coloro che cianciano di “ corto circuito fra magistratura e media” non accorgendosi di quanto ridicola risulti questa accusa nel luogo preciso dove il loro datore di lavoro è proprietario di quasi tutto l’impero televisivo? Fino a quando le gerarchie ecclesiastiche potranno sostenere un uomo dall’incredibile capacità di deturpare l’immagine del Vangelo e di una etica pubblica in cui quelle ambigue gerarchie dovrebbero credere?

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Echi in tutto il mondo sullo scandalo del Cavaliere e della minorenne

ROMA – Il Presidente Napolitano è intervenuto per la prima volta sul caso Ruby con una nota ufficiale in cui nota come il Colle è “ben consapevole del turbamento dell'opinione pubblica dinanzi alla contestazione di gravi ipotesi di reato, e dinanzi alla divulgazione di numerosi elementi riferiti ai relativi atti d'indagine”.

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ROMA – Un’intervista che lascia comprendere che forse è lei la “dama bianca” del Cavaliere. Il giornalista la tampina da giorni, l’ha intervistata un paio di volte e lei, da ultimo, non si schermisce più come prima, dice e non dice.” L'altra sera, non ho negato niente.

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ROMA – La dichiarazione è riportata dall’Ansa delle 17.55. A parlare è il capogruppo dei deputati pidiellini Fabrizio Cicchitto e quindi arriva da uno dei massimi dirigenti berlusconiani: “Valuteremo se ci sono le condizioni di sviluppare l'attività del governo come noi auspichiamo o se dovrà esserci un ricorso al corpo elettorale per difendere la libertà di tutti”.

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MILANO – La più odiata dai berlusconiani e dai giornali di famiglia. Non solo donna lontana mille miglia dallo stereotipo in gran voga a Mediaset, non solo magistrato ma anche con i capelli rossi che, nell’immaginario collettivo berlusconiano, sono il segno inequivocabile di una indelebile compromissione con i “comunisti”, quelli che vorrebbero vedere il Caimano marcire finalmente in galera.

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MILANO – La palude in cui è invischiato e che rischia di affondarlo in via definitiva oggi si è aperta per far posto ad una donna misteriosa. Il Cavaliere è intervenuto in uno dei suoi svariati possedimenti televisivi per giocarsi la carta d’oro: una compagnia femminile stabile che ovviamente gli renderebbe inutili e quindi non vere le frequentazioni sessuali con ragazze minorenni o con le escort. “Dopo la mia separazione, ho un rapporto stabile con una donna” ha dichiarato oggi al Tg1 Studio aperto.

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MILANO – Ancora una volta il Caimano risponde ai magistrati milanesi, che lo vogliono a giudizio brevissimo per concussione e prostituzione minorile, con il coltello fra i denti. “Questa volta è stato superato ogni limite. Il fango ricadrà su chi utilizza la giustizia come arma politica”.

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Venerdì, 14 Gennaio 2011 20:45

Ancora Ruby: indagato Berlusconi

ROMA - Parlare di Berlusconi è noioso. Di una noia mortale.

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Ancora una pesantissima accusa contro il premier, a seguito della vicenda Ruby: Lui, come sempre, lancia urla di persecuzione. Di Pietro: “Il premier si perseguita da solo”

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ROMA – Finalmente più persone mettono sotto accusa il premier Silvio Berlusconi esattamente per la questione giusta: l’onorabilità delle funzioni, richiamando l’articolo della Costituzione di cui il premier ha fatto strame: il 54.

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